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Questo articolo è stato pubblicato il 09 aprile 2013 alle ore 10:10.

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Le critiche avanzate in questi giorni all'operato della Ragioneria Generale dello Stato sono una delle conseguenze ed allo stesso tempo un sintomo della situazione di problematicità in cui versa la nostra finanza pubblica ormai da diversi anni.
L'attività della Ragioneria si avvicina più ad un concetto di certificazione che ad un giudizio di valutazione. Un ruolo direi quasi di tipo notarile.

Non è compito né mio né della Ragioneria Generale dello Stato suggerire o dare indicazioni sulle priorità o sulle preferenze da attribuire alle diverse possibili opzioni di politica economica in materia di scelta allocativa delle risorse. Non esiste per noi una scala di valori di riferimento etici, nella nostra scala esiste un valore solo: quello scritto nell'articolo 81 della Costituzione.
Certo, come tutte le cose umane, la Ragioneria non è infallibile. Ma di un'altra cosa sono altrettanto e assolutamente certo: della totale dedizione e del profondo spirito di servizio nei confronti dello Stato che animano tutti coloro che vi lavorano. In questo senso il fatto di aver ricevuto critiche da esponenti politici di diversa appartenenza non fa altro che rafforzare questo mio convincimento: se negli ultimi tempi siamo stati oggetto di qualche critica, ciò non è dipeso dal fatto di non aver svolto bene la nostra funzione, bensì dall'aver continuato ad interpretare il ruolo dell'Istituto con uno spirito di servizio allo Stato, nel senso più nobile dell'espressione, e di presidio delle regole.

Forse a qualcuno può non essere piaciuto dover constatare che la Ragioneria è sempre disposta a servire lo Stato ma non ad essere asservita a chi la rappresenta in quel particolare momento contingente. Ciò che mi piacerebbe fosse rappresentato a tutti in modo più aderente alla realtà è il ruolo istituzionale della Ragioneria Generale, in modo da scongiurare la possibilità che venga surrettiziamente imputata al nostro Istituto la mancata realizzazione di eventuali misure da adottare, come accaduto, ad esempio, nelle occasioni in cui ipotesi di copertura finanziaria proposte sono state giudicate non idonee, inadeguate o quantitativamente insufficienti rispetto ai parametri stabili dalla legge di contabilità e finanza pubblica. Ogni giorno ricordo prima di tutto a me stesso e poi continuamente ai miei collaboratori l'importanza che i nostri pareri siano sempre espressione della necessaria oggettività ed essenzialità e si basino unicamente su valutazioni di tipo tecnico, escludendo considerazioni di merito non strettamente necessarie o di opportunità politica e rinviando agli organi e alle competenti sedi decisionali le assunzioni di responsabilità che spettano esclusivamente a coloro che sono a ciò deputati. Ed esigo in ogni occasione in cui siamo chiamati in causa, ed in particolare nell'esposizione di pareri contrari, la massima chiarezza, in modo che sia immediatamente comprensibile in quali casi l'impedimento è formulato in base all'articolo 81 della Costituzione e in quali, invece, per contrasto con altre norme o principi generali dell'ordinamento.

Alle critiche che ci vengono rivolte di atteggiamenti pregiudiziali, di sconfinamenti o orientamenti discrezionali, rispondo ricordando che la Ragioneria Generale è una articolazione del Ministero dell'Economia e delle finanze. Ad essa sono stati attribuiti da leggi e regolamenti compiti istituzionali di particolare rilevanza nel panorama dell'apparato statale a presidio e tutela della correttezza e dell'affidabilità dei conti pubblici. Questo è il punto di partenza e di arrivo di ogni nostro intervento che resta comunque orientato verso un atteggiamento sempre collaborativo e propositivo, finalizzato a trovare soluzioni che consentano anziché impediscano, fermo restando il pieno rispetto degli obblighi costituzionali di copertura ed indipendentemente dal tipo di maggioranza politica che sostiene il Governo. Sono stato nominato Ragioniere Generale nel 2005 con il Governo Berlusconi, sono stato confermato nell'incarico nel corso dei successivi otto anni in diverse occasioni sia con il Governo Prodi, poi, di nuovo, con il Governo Berlusconi ed, infine, con quello attuale del Presidente Monti. Aver superato in tutte queste circostanze il cd "spoil system" per me è un segnale ed allo stesso tempo un riconoscimento nei miei confronti della mia serietà, della professionalità e anche della mia indiscussa indipendenza politica.

Quello della Ragioneria è un contributo in termini di professionalità di altissimo livello, sia qualitativo che quantitativo, reso in condizioni operative oggettivamente difficili e con termini di scadenza a volte troppo ravvicinati, come avviene in occasione dell'esame di provvedimenti d'urgenza, nei quali la Ragioneria Generale dello Stato è chiamata ad esprimere con tutta l'accuratezza possibile e nell'arco di poche ore, la propria valutazione, anche con riferimento a questioni che a volte oggettivamente presentano aspetti di grande complessità. Senza dire poi dei casi in cui i testi in esame si compongono di centinaia di disposizioni o dell'impegno necessario per valutare migliaia di emendamenti. O dei casi, davvero numerosi, in cui le ipotesi normative in esame giungono del tutto prive di relazione tecnica, sprovviste degli elementi necessari per poterne verificare l'impatto finanziario o almeno tali da consentire una valutazione ben ponderata di detti profili ed un esame supportato da adeguati elementi di quantificazione e valutazione.

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