Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 11 aprile 2013 alle ore 12:14.

My24
(Afp)(Afp)

Un balzo di 130 miliardi di dollari in tre mesi. Le riserve valutarie della Cina battono un altro record: a fine marzo hanno raggiunto la stratosferica quota di 3.440 miliardi di dollari, esattamente quanto il Pil della Germania. Si tratta del più forte aumento dal secondo trimestre del 2011. A rimpolpare i forzieri della Banca centrale cinese hanno contribuito gli ingenti flussi di liquidità provenienti da tutto il mondo, e in particolare dagli Stati Uniti, denaro fresco che sta piovendo sulla Cina e creando non pochi timori di bolla finanziaria.

L'allarme di Fitch
Due giorni fa l'allarme bolla è stato lanciato da Fitch, che ha declassato il rating in valuta locale del Paese da AA- ad A+, la prima bocciatura subita da Pechino dal 1999. Secondo l'agenzia, imprese ed enti locali si stanno indebitando a un ritmo troppo veloce, creando squilibri pericolosi. Fitch punta il dito in particolare contro il credito informale, il cosiddetto shadow banking, cioè i prestiti erogati al di fuori dal circuito bancario. Tra prestiti ufficiali e non, il totale ammonta al 198% del Pil, un livello giudicato preoccupante.

Credito a tutta velocità
In effetti il credito cinese sta correndo a tutta velocità. Nel primo trimestre il totale dei nuovi prestiti e finanziamenti all'economia è schizzato a 6.200 miliardi di yuan (1.000 miliardi di dollari), un aumento del 58% su base annua.
E solo nel mese di marzo le banche cinesi hanno prestato 1.060 miliardi di
yuan (171 miliardi di dollari), a fronte degli attesi 850 miliardi di yuan.

La crescita delle riserve valutarie è dunque un chiaro segnale di un ritorno in grande stile dei capitali internazionali in cerca di rendimenti verso la Cina dopo il rallentamento dello scorso anno. Una tendenza destinata probabilmente a proseguire, e forse accelerare nei prossimi mesi, dopo la maxi-manovra di stimoli varata la settimana scorsa dalla Banca centrale del Giappone, che ha già avuto l'effetto di scatenare una corsa al rendimento in tutto il mondo, specialmente in Europa.

Lunedì i dati sul Pil
Tutta questa liquidità ha già messo in allarme gli economisti, che temono una nuova fiammata dell'inflazione e dei prezzi delle case. Gli ultimi dati tuttavia non destano preoccupazione sul fronte dell'inflazione. I prezzi al consumo infatti sono scesi intorno al 2%, un livello assolutamente tranquillizzante. La crescita economica nell'ultimo trimestre del 2012 è risalita al 7,9% e lunedì l'Istituto di statistica renderà noti i dati del primo trimestre 2013., che dovrebbero confermare un tasso di espansione intorno all'8 per cento.

Commenta la notizia

TAG: Cina, Europa

Shopping24

Dai nostri archivi