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Questo articolo è stato pubblicato il 15 aprile 2013 alle ore 19:18.

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Risparmi da 230 milioni in tre anni. A partire dai tagli ai costi della politica. Lo prevede il bilancio 2013 approvato oggi dalla giunta Zingaretti (al vaglio ora del consiglio) e presentato dallo stesso governatore.

Una manovra da 36 miliardi che si compone di una parte tecnica e di un pacchetto di misure («Per una Regione pulita di cui fidarsi») di riorganizzazione e razionalizzazione della spesa. In particolare, ad essere alleggerite, di qui al 2016, saranno le spese per il consiglio regionale del Lazio (-54,8 milioni), quelle di funzionamento della macchina amministrativa (-23,5 milioni); mentre dal riordino delle società e delle agenzie regionali si prevede il recupero di 128 milioni. L'annunciata soppressione dell'agenzia di sanità pubblica (Asp) farà risparmiare infine altri 24 milioni.

Retribuzioni ridotte e vitalizio abolito
Se prima per l'indennità dei consiglieri si spendevano 12 milioni l'anno, ora, (considerando anche il taglio da 70 a 50 consiglieri) , si arriverà a 6,5 milioni. Abolite poi tutte le indennità di funzione e quelle aggiuntive (come i rimborsi chilometrici), la retribuzione di consiglieri e assessori sarà ridotta da un netto di circa 8.100 euro al mese a 6.800 euro. Quella dei presidenti di giunta e consiglio regionale scenderà invece da circa 11.400 euro al mese a 7.800 euro. E ancora: il vitalizio verrà abolito per tutti: consiglieri e assessori (la giunta Polverini lo aveva cancellato per i consiglieri regionali, ma non per gli assessori). E sarà inoltre bloccato a chi, già avendolo già, incorrerà in una condanna penale definitiva con interdizione dei pubblici uffici.

Ridotte le spese per i gruppi
Il pacchetto prevede anche una riduzione delle spese dei gruppi del consiglio regionale.
A ciascun gruppo sarà assegnata una quota pari a 5 mila euro per ciascun consigliere componente il gruppo e una quota determinata moltiplicando il coefficiente pari ad 0,05 per il numero degli abitanti della regione risultante dall'ultimo censimento, dividendo il
prodotto così ottenuto per il numero dei consiglieri. Non potranno più essere formati monogruppi nel corso della legislatura (ammessi solo quelli determinati dall'esito elettorale). In nome della trasparenza, dopo i casi Fiorito e Maruccio, viene introdotta la tracciabilità dei pagamenti effettuati dai gruppi. E in caso di mancata rendicontazione, l'erogazione dei fondi viene bloccata. Ogni contributo erogato, a qualsiasi titolo, confluirà in una banca digitale accessibile a tutti su sito web del consiglio regionale

Taglio dell'80% alla spesa per le consulenze
Il pacchetto approvato dalla giunta prevede ulteriori risparmi da 23,5 milioni anche attraverso la riduzione dell'80% della spesa per consulenze, per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e rappresentanza per l'acquisto di mobili e arredi. Abolite le spese per sponsorizzazioni. Dimezzate per quelle per la formazione, nonché le assunzioni a tempo determinato e le collaborazioni esterne.

Obiettivo 4-5 miliardi per pagare i debiti della Pa
«Nonostante le difficoltà di manovra- ha detto Zingaretti- rispetto al bilancio ereditato abbiamo stanziato ulteriori 8 milioni per i servizi sociali e almeno 500 mila euro da qua a giugno destinati all'internazionalizzazione delle imprese, per dare un primo segnale simbolico di quello che vogliamo fare in futuro». Il risultato, ha concluso il governatore, «é un bilancio improntato su tre punti fondamentali: efficienza, razionalizzazione e tagli agli sprechi, immissione di liquidità per il pagamento dei debiti grazie all'opportunità offerta dal governo, sblocco dei fondi europei». In particolare secondo Zingaretti è possibile «recuperare dai contributi nazionali almeno 4-5 miliardi» per pagare i crediti delle imprese. Il tutto senza aumentare le tasse. «Per ottenere i contributi nazionali per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione - ha spiegato Zingaretti - il governo richiede una copertura tecnica derivante da entrate certe: c'è l'ipotesi dell'innalzamento dell'aliquota Irpef a partire dal 2015, come previsto dalla legge sul federalismo fiscale, ma noi nei prossimi due anni faremo di tutto per evitare questa possibilità. Anche per questo abbiamo intrapreso da subito la strada dell'innovazione e del contenimento dei costi».

Fondi Ue a sostegno del credito per le Pmi
Tra qualche giorno, ha annunciato infine il presidente della giunta regionale,
«presenteremo la rimodulazione di tante risorse europee (Por Fesr), circa 130 milioni di euro, che rischiavano di andare perse e che metteremo tutte al sostegno al credito alle Pmi del lazio. Questo ci sarà utile per evitare che alcuni bandi che stavano
morendo producessero risorse che tornavano a Bruxelles, e soprattutto per dare un segnale al mondo produttivo che ci chiede come priorità interventi di sostegno al credito».

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