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Questo articolo è stato pubblicato il 28 aprile 2013 alle ore 14:05.
L'ultima modifica è del 21 gennaio 2014 alle ore 16:08.

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Classe 1964, nato a Rosarno ma residente ad Alessandria. Luigi Preiti, è un imprenditore a Predosa, cittadina della provincia Alessandrina. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire come e quando è giunto a Roma per compiere il gesto folle di stamattina sparando a due carabinieri proprio a piazza Colonna, davanti a palazzo Chigi, il giorno del giuramento del nuovo governo guidato da Enrico Letta.

È titolare di un'impresa individuale di lavori edili, si era separato dalla moglie ed era in crisi economica. Ha un figlio di undici anni. La follia del gesto, comunque, non può far liquidare subito Preiti come uno squilibrato, a differenza di quanto era stato detto nei primi attimi dell'attentato. Il gesto sembra a questo punto più dettato da una situazione di vita disperata, ma fonti delle forze dell'ordine dicono che quando ha sparato Preiti «era freddo e lucido».

Preiti ha lasciato la Calabria da oltre 20 anni ed è emigrato ad Alessandria ma non aveva, comunque, tagliato totalmente i ponti con il paese d'origine, dove tornava, anche se di rado. In paese qualcuno lo ricorda come una persona dedita al lavoro e che, in estate, cantava nei lidi della zona. Adesso tutte le forze dell'ordine - Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, ma anche Polizia municipale - di Alessandria e di Rosarno stanno cercando di controllare ogni informazione utile sull'attentatore. Al momento, ma per ora, non risultano tracce di contatti con organizzazioni criminali mafiose o eversive.

«Non è uno squilibrato, non ha mai sofferto di patologia psichiatriche - ha detto il fratello Arcangelo - siamo allibiti, non sappiamo spiegarci quel che è potuto accadere». Tutti gli investigatori incrociano le dita e si augurano che il gesto si possa limitare a un atto isolato. Se così non fosse rischiano di tornare scenari da incubo.

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