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Questo articolo è stato pubblicato il 02 maggio 2013 alle ore 12:11.

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Si moltiplicano, in Rete, le società che garantiscono agli imprenditori italiani di portare la loro attività in terra elvetica, in modo facile, rapido e sicuro. Ne abbiamo provata una e il risultato è stato piuttosto deludente. Abbiamo contattato un'azienda milanese, reperita tramite un annuncio pubblicato sul web e abbiamo provato a telefonare, senza fortuna: la linea cadeva con il concludersi di un messaggio di attesa.

Abbiamo quindi inviato un'email e, dopo due giorni, ci ha contattato una Società Anonima luganese (una S.p.A.) che ci ha chiesto di esporre le nostre necessità in un'email che abbiamo spedito poche decine di minuti dopo. Era il 15 aprile e, fino al giorno 30, non abbiamo più avuto notizie quando riceviamo una telefonata da Lugano in cui ci si chiede di esporre le nostre richieste via email. Dopo avere fatto notare che la richiesta era già stata evasa due settimane prima (la nostra interlocutrice si è dimostrata piuttosto scettica) riceviamo una vaga promessa di maggiori verifiche. Pochi minuti dopo riceviamo un'email di scuse in cui si certifica che la nostra documentazione "era finita nella cartella sbagliata" e che, in ogni caso, siamo pregati di ricontattare l'ufficio luganese. Totale: passate due settimane non sappiamo se e come la nostra attività possa approdare in Svizzera.

In realtà la procedura per trasferire un'impresa nella Confederazione Elvetica è facile. Detto per inciso, ad una persona fisica bastano un posto di lavoro, un contratto di affitto e una copertura assicurativa sulla salute (quella che viene chiamata cassa malattia) per ottenere un permesso di soggiorno, clausola di salvaguardia permettendo. Per le aziende ci sono alcune condizioni in più da soddisfare ma va considerato che uno dei grandi vantaggi dell'operare dalla Svizzera risiede proprio nella snellezza burocratica; altri vantaggi sono l'elasticità della forza lavoro, reperibile in abbondanza (le leggi elvetiche lasciano agli imprenditori ampi spazi nella gestione delle risorse umane), la vicinanza geografica (Milano e Lugano distano tra loro circa 75 chilometri) e quella linguistica, ovviamente con riferimento al Cantone Ticin.

La pressione fiscale è nettamente minore a quella italiana e nel regime contabile elvetico sono riconosciute la supervalutazione di alcune attività di bilancio (come ad esempio le scorte e il magazzino), così come una politica di ammortamenti all'avanguardia e la possibilità di inserire nel conto economico costi aziendali che nella Penisola non vengono riconosciuti.

Per aprire un'azienda in Svizzera, di fatto, basta un notaio, come conferma l'Avvocato Adriano Censi di Lugano, da noi raggiunto per fare chiarezza. Una Società Anonima (ciò che in Italia è una S.p.A.) necessita di 100mila franchi di capitale azionario (50mila liberati al momento della costituzione) e, per una Sagl (Società a garanzia limitata, ovvero una Srl) ne servono 20mila, di cui metà liberati. Una volta depositati i soldi in una banca svizzera, l'istituto di credito emette un certificato sulla cui base il notaio iscrive la neo-costituita azienda al Registro di Commercio, azione che decreta di fatto la nascita dell'impresa.

Una volta costituita la società, dal punto di vista legale la procedura si ritiene conclusa; se si tratta di una branch di un'azienda italiana la palla passa al Servizio Regionale degli Stranieri (un ufficio cantonale) che emetterà i permessi per i lavoratori italiani, problema che non si pone qualora l'azienda assumesse persone residenti sul territorio ticinese. Il tempo necessario, comprese le attività di due diligence espletate dalla banca, la consulenza del notaio e la registrazione al Registro di Commercio varia dai 5 ai 10 giorni lavorativi, il costo, parcella notarile esclusa, è di circa 800 franchi svizzeri, ovvero 650 euro.

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