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Questo articolo è stato pubblicato il 28 maggio 2013 alle ore 11:13.

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Le autorità cinesi hanno registrato champagne come etichetta ufficiale, mossa che limita l'uso del nome alle vere bollicine made in France, fa sapere oggi il Comite interprofessional du Vin de Champagne, organizzazione che riunisce i brand e produttori di uve francesi. Mossa insomma che sembra a svafore invece è a favore del vino originale perché ne limita l'uso allegro e poco ortodosso da parte di Paesi come gli Stati Uniti che in questi anni hanno rimandato la decisione su regole più stringenti per la protezione del nome e dove, dice Sam Heitner, direttore dello US Champagne Bureau, si vende per champagne originale il 45-50% dello champagne nonostante il marchio sia registrato dal 2006 e sussista il relativo divieto. Il giorno dopo la notizia di un'Opa cinese non ostile sul Club Med, altro storico marchio francese, insomma, i cinesi danno una mano a un'altra eccellenza d'Oltralpe perché la registrazione di un'etichetta protegge la formula originale.

Metà dello champagne prodotto ogni anno è destinato al mercato interno, l'altra metà, a prezzi più alti e con richieste in aumento, va all'estero. La decisione di Pechino assicura ai produttori francesi una certa tranquillità: non si troveranno con le stesse incerte e lasche regole vigenti sul mercato americano. Certo una buona notizia visto che il ceto medio cinese in ascesa ha sempre più voglia di lusso occidentale ed è disposto a spendere per le bollicine prodotte nel nordest della Francia. Solo nel 2012, l'export dello champagne in Cina, Hong Kong esclusa, è aumentata del 52% a due milioni di bottiglie, con il Paese che è diventato il dodicesimo importatore al mondo.

In Cina - fa notare inoltre il Wall Street Journal - è ancora più importante registrare il nome champagne perché ci sono due business che confliggono a seconda si come si traduce dal cinese. lo champagne in Cina si chiam infatti "xiang bing" nome che ha in sé la caratteristica di aver un buon profumo, metre il comune vino frizzante si dice "qi pao jiu" una parola che non piace ai produttori francesi perché porta con sé la caratteristica della bollicina che puù indurre in confusione ed errore. (An. Man.)

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