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Questo articolo è stato pubblicato il 27 giugno 2013 alle ore 20:31.

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Londra, nove società italiane del settore It sbarcano nella City

LONDRA - Una realtà italiana innovativa e all'avanguardia, lontana anni luce dai luoghi comuni, è stata presentata oggi alla City londinese: nove società italiane di punta del settore IT. «The Digital Economy Deal Room», questo il titolo dell'incontro con una cinquantina di investitori e fondi basati in Gran Bretagna, ha puntato a far conoscere aziende italiane di piccole dimensioni ma grandi idee, permettendo loro di trovare investitori per finanziare il prossimo stadio della loro crescita.

Le nove società e start-up, di diverse dimensioni e livello di sviluppo, hanno in comune la capacità di innovare e quindi di gareggiare con i più agguerriti concorrenti stranieri in un settore fortemente competitivo. L'incontro, organizzato da Banca Intesa e Camera di Commercio Italiana con il sostegno del ministero dello Sviluppo Economico, di Assocamerestero e di UK Trade &Investment, ha mirato a favorire l'internazionalizzazione di aziende che fin dalla nascita hanno guardato oltre i confini dell'Italia.

Come SpinVector, società che ha già avuto successo e conquistato diversi premi internazionali creando videogame e ora si è diretta verso nuove opportunità come gli ambienti immersivi, sale ologrammi, proiezioni interattive e altre innovazioni nella realtà virtuale. L'intenzione è di aprire un ufficio a Londra come trampolino per l'espansione globale.

O Cogisen, società che ha messo a punto Sencogi, un ‘eye-tracking software' che rivoluziona l'utilizzo degli smartphone attivandosi con lo sguardo e non con il tocco di un dito, senza ricorso a hardware o a raggi infrarossi. Già fornitore ufficiale di Ferrari, Cogisen cerca or aun partner commerciale per realizzare il potenziale di questa tecnologia soprattutto nel settore in forte crescita della pubblicità mobile.

Sempre pubblicità ma sul web per Admantx, società leader nel targeting semantico dei messaggi di advertising per garantire la loro efficacia. La tecnologia messa a punto dal gruppo va ben oltre i sistemi di riconoscimento delle parole utilizzati finora e permette di calibrare il messaggio pubblicitario allo specifico utente.

Hanno destato interesse anche le presentazioni delle altre società, come Electronic Technology Team che offre soluzioni Ict innovative per il settore sia pubblico che privato; Mosaicoon che crea e distribuisce campagne pubblicitarie virali online; Apparound che ha sviluppato un software per gli addetti alle vendite e al marketing che permette una maggiore efficienza e precisione in tempo reale e che ha già dato ottimi risultati per Vodafone; Trampoline che trova soluzioni di marketing cloud-based per le reti Wi-Fi pubbliche e sta creando una piattaforma globale Wi-Fi per sostenere sia aziende locali che brand globali; Witech, leader di mercato in Italia nel mercato wireless, che ha creato un mercato per le app su misura per Wi-Fi che crea opportunità di business; Datariver, che fornisce servizi per progetti di integrazione dati che permettono alle imprese di aumentare l'efficienza riducendo tempi decisionali e costi.

Per Banca Intesa l'incontro organizzato oggi continua un percorso iniziato nel 2009 con l'iniziativa Start-Up che da allora ha organizzato 56 forum in sette Paesi facendo incontrare 400 società in crescita con migliaia di investitori specializzati. «Abbiamo già avuto 60 casi di successo e crediamo in questa iniziativa - ha detto Luca Leoncini Bartoli, responsabile dell'Europe Hub di Intesa Sanpaolo -. Inoltre la Gran Bretagna è un Paese molto innovativo e un mercato ricettivo, che ha anche attrattività fiscali non indifferenti. Presentarsi qui con la proposta giusta vuol dire avere grandi possibilità di successo».

In Gran Bretagna l'economia cosiddetta "creativa" dà lavoro a 2,5 milioni di persone, più dei servizi finanziari o dell'edilizia, e i settori più in crescita sono i media e la pubblicità digitale, l'internet mobile e l'Ict. Il ministero dello Sviluppo Economico si è schierato a sostegno dell'iniziativa perché in linea con la sua strategia di sostegno all'internazionalizzazione, e anche perché l'economia digitale è uno dei pochi settori che continuano a crescere e a creare posti di lavoro anche in Italia.

«In passato in Italia non è stato fatto abbastanza per internazionalizzare le imprese puntando di più sulla semplice promozione dell'export - ha detto oggi Marco Simoni, capo della segreteria del viceministro Carlo Calenda, in rappresentanza del ministero dello Sviluppo Economico -. Ora il Governo intende incoraggiare i giovani e nuovi imprenditori italiani a crescere, anche perché è un ottimo investimento. Il nostro messaggio agli investitori stranieri è che questo è solo un piccolo assaggio delle opportunità di business che ci sono in Italia».

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