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Questo articolo è stato pubblicato il 15 luglio 2013 alle ore 06:39.

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A CURA DI
Laura Ambrosi
Valeria Uva
Per il bonus mobili si prospetta un percorso ricco di insidie. Chi in queste ore sta valutando la convenienza della detrazione fiscale del 50% per un massimo di 10mila euro di spese deve prestare molta attenzione a date e adempimenti per non perdere il diritto allo sconto fiscale.
Non c'è infatti solo la condizione di legare il rinnovo dell'arredamento a lavori di ristrutturazione che a loro volta beneficiano della detrazione per ottenere la restituzione di metà della spesa in dieci anni.
Il primo accorgimento riguarda le date. I dubbi si sono chiariti solo in questi giorni con il passaggio del decreto (Dl 63/2013) all'esame del Parlamento. In Senato infatti è stato inserito un emendamento all'articolo 16 che chiaramente fissa la partenza del bonus-mobili alle spese «documentate e sostenute dalla data di entrata in vigore del presente decreto». Il provvedimento è entrato in vigore il 6 giugno scorso. Non c'è spazio quindi per eventuali interpretazioni estensive e retroattive.
La data chiave del 6 giugno riguarda le spese sostenute per l'acquisto dei mobili. Discorso diverso è quello delle date dei lavori di ristrutturazione edilizia. In questo caso le certezze sono minori: se infatti non c'è dubbio che la detrazione per l'arredamento e gli elettrodomestici valga per lavori ancora in corso alla fatidica data del 6 giugno scorso, più incerta resta la possibilità di usufruirne per lavori ultimati, con tanto di comunicazione di fine lavori, magari lo scorso anno. In questo caso, prima di contare sullo "sconto" sarebbe meglio attendere le istruzioni dell'Agenzia delle entrate, visto che su questo aspetto non ci sono precedenti.
I pagamenti
Dopo il comunicato stampa dell'Agenzia delle entrate del 4 luglio scorso è chiaro che l'unico mezzo di pagamento accettato è il bonifico bancario o postale, che sul genere di quelli già richiesti per le ristrutturazioni edilizie deve essere "parlante" e quindi riportare:
- la causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da Poste italiane;
- il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
- il numero di partita Iva ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.
L'esigenza del bonifico rischia di scoraggiare qualche contribuente. Al momento infatti il pagamento di mobili ed elettrodomestici avviene in contanti, con assegni o con il ricorso a finanziamenti agevolati offerti dalle finanziarie. E se mentre appare possibile cambiare rotta e passare dall'assegno al bonifico, soprattutto per acquisti rilevanti non in pronta consegna, diventa molto più impervio servirsi dell'acquisto tramite finanziaria, con successivo pagamento a rate. Sia perché occorre cambiare le procedure della società finanziatrice (oggi basate sopratutto su Rid e domiciliazione bancaria), sia perché non c'è coincidenza tra il beneficiario del bonifico (la finanziaria) e l'emittente della fattura (il rivenditore di mobili). Anche su questo punto diventano urgenti i chiarimenti del Fisco.
Quali mobili
Il Senato ha già esteso la detrazione ai «grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A+». Per individuarli può aiutare (in attesa di specifici chiarimenti) il dossier del servizio studi della Camera, secondo cui si considerano tali comunemente: «frigorifero, lavatrice, congelatore, lavastoviglie, lavasciuga, forno».
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In verde le situazioni in cui si può sfruttare il bonus mobili, in rosso quando è precluso e in giallo i casi con incertezze
Le tappe e i casi pratici
LE DATE SPARTIACQUE
Nel 2013 il contribuente ha iniziato dei lavori di ristrutturazione ad una villa. Al 6 giugno scorso i pagamenti all'impresa edile sono stati completati, ma la chiusura dei lavori non è stata ancora comunicata. Il bonus per l'acquisto dei mobili è riconosciuto purché il pagamento sia avvenuto dopo il 6 giugno 2013
I lavori di ristrutturazione di un appartamento sono terminati con i relativi pagamenti a fine 2012 . I mobili sono stati acquistati a luglio 2013. È ragionevole ritenere che il bonus mobili non spetti in quantol'agevolazione è direttamente legata alla detrazione sulle ristrutturazioni che, in questo caso manca nell'esercizio 2013
I LAVORI AMMESSI
Un contribuente usufruisce della detrazione per lavori in condominio. Acquista l'arredamento per l'appartamento nello stesso condominio. La norma non è chiara: se prevalesse un'interpretazione in linea con la precedente circolare 35/E/2009, il bonus sarebbe escluso
Il contribuente ha avviato il rifacimento di un bagno. A luglio 2013 ha acquistato la cucina, completa di elettrodomestici, da sostituire nel medesimo immobile. Il bonus spetta (se i mobili sono pagati con bonifico) perché a nulla rileva la tipologia di arredo acquistato
I PAGAMENTI GIUSTI
I mobili per una villa ristrutturata sono stati pagati con assegno bancario. Le Entrate con un comunicato stampa hanno chiarito la necessità del bonifico. Potrebbe essere utile ripetere il pagamento con bonifico e accordarsi con il rivenditore per la restituzione delle somme
Due fratelli hanno acquistato l'arredamento di una casa in corso di ristrutturazione, pagandolo a metà ciascuno con bonifico bancario. La detrazione spetta a entrambi in parti uguali: 50% sull'ammontare di 10mila euro rapportati all'unità immobiliare e non agli aventi diritto

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