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Questo articolo è stato pubblicato il 16 luglio 2013 alle ore 11:29.

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Londra, 100mila euro in palio per il miglior piano di uscita dall'Ue

LONDRA - Una ricompensa di 100mila euro al migliore piano per un'uscita rapida e indolore della Gran Bretagna dall'Unione Europea: é il "Premio Brexit" indetto oggi dall'Institute of Economic Affairs (Iea), uno dei maggiori think tank britannici, noto per il suo scarso entusiasmo per Bruxelles. L'abbreviazione Brexit – da Britain exit - é diventato il termine corrente per indicare il possibile divorzio di Londra dalla Ue.
L'intenzione dell'Iea é di avere pronto un piano d'azione per minimizzare le conseguenze negative e sfruttare ogni opportunitá positiva se, come indicano i sondaggi, gli inglesi voteranno "sì" a un'uscita dalla Ue nel referendum "in or out" che il premier David Cameron ha promesso entro il 2017. Il concorso é aperto a docenti universitari, altri think tank, gruppi di business, societá di consulenza e anche singoli individui.
Chi vuole concorrere deve presentare un abbozzo di progetto di 2mila parole entro il 16 settembre. A una rosa di venti finalisti verrá poi chiesto di approfondire il tema e il vincitore verrá scelto qualche mese dopo. Il presidente della giuria é l'ex cancelliere conservatore Lord Lawson, che di recente si é schierato a favore di un'uscita immediata della Gran Bretagna dalla Ue. Tra i giudici anche Gisela Stuart, una deputata laburista, lo storico David Starkey e l'economista Roger Bootle, che lo scorso anno aveva vinto il Wolfson Economics Prize da 250mila sterline per il suo studio su come gestire al meglio l'uscita di un Paese dall'eurozona.

«Finora il dibattito su questo tema é stato piú infuocato che illuminante», ha detto Lawson. «È cruciale studiare in modo approfondito il quadro politico e programmatico necessario se la Gran Bretagna deciderá di lasciare la Ue».
Cameron, per placare la destra euroscettica del suo partito, ha promesso un referendum se i conservatori vinceranno le elezioni del 2015. Il premier ha detto di non essere personalmente a favore di un'uscita dalla Ue, ma di ritenere giusto chiedere agli elettori britannici di esprimere la loro opinione sulla Ue per la prima volta dal 1975. Il referendum, definito dai laburisti «una perdita di tempo», potrebbe comunque essere annullato da un futuro Governo non conservatore.

Non tutti sono euroscettici in Gran Bretagna, peró: ieri era stato lanciato il manifesto di British Influence, un nuovo gruppo pro-Ue che comprende pesi massimi di tutti i partiti e che punta a convincere gli inglesi che restare nell'Unione é nel loro interesse. I paladini dello schieramento filoeuropeo sono l'ex ministro del Tesoro e della Giustizia conservatore Kenneth Clarke, l'ex ministro del Business laburista ed ex commissario Ue Peter Mandelson e l'attuale numero due del Tesoro, il liberaldemocratico Danny Alexander.

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