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Questo articolo è stato pubblicato il 20 luglio 2013 alle ore 16:18.

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(Afp)(Afp)

Sono ancora in corso le operazioni per svuotare le stive della Chong Chon Gang, il cargo nordcoreano proveniente da Cuba, bloccato la settimana scorsa nel canale di Panama. Nascosti in mezzo a 10mila tonnellate di zucchero, gli agenti panamensi hanno scoperto due Mig 21 con 15 motori di ricambio, due batterie di missili terra aria e i radar necessari al loro utilizzo oltre a nove missili smontati e altre parti di ricambio. Tutto materiale risalente agli anni '60 che sarebbe stato destinato al regime di Pyongyang in violazione di una risoluzione Onu del 2009, che vieta alla Corea del Nord qualsiasi scambio di armi escluse le armi leggere.

L'allarme è scattato quando una fregata di pattuglia al largo di Panama ha notato il cargo che navigava con il transponder spento. Davanti agli ufficiali della dogana, i 35 membri dell'equipaggio hanno subito mostrato un atteggiamento ostile arrivando a sabotare l'impianto elettrico della nave per rallentare le operazioni di scarico. Il comandante avrebbe addirittura tentato di tagliarsi la gola davanti ai ritratti di Kim Il Sung e di suo figlio Kim Jong Il nella sua cabina, ma è stato bloccato in tempo. Il ministro per la sicurezza di Panama, Jose Raul Mulino, ha spiegato che non risponderà alla richiesta di rilascio della nave e del suo equipaggio avanzata dalla Corea del Nord, perché è stato commesso un crimine e le indagini sono in corso.

Nel frattempo il caso è arrivato sul tavolo del segretario dell'Onu Ban Ki-Moon che, appena le stive della Chong Chon Gang saranno state svuotate, invierà un team di esperti per esaminare il materiale e interrogare l'equipaggio. Il governo cubano ha giustificato la spedizione come un'operazione di manutenzione e aggiornamento di materiale effettivamente obsoleto, ma non ha spiegato perché la nave volesse sfuggire ai controlli e perché non sia stata richiesta un'autorizzazione straordinaria all'Onu. Da parte degli Stati Uniti, che hanno gestito il canale di Panama fino al 1999 e che hanno elogiato il comportamento delle autorità panamensi, è arrivata una forte condanna per la violazione della risoluzione Onu, ma questo episodio non ha fermato il dialogo sull'immigrazione tra Cuba e Usa, appena riaperto dopo due anni di stop.

L'ambasciatore britannico all'Onu, Mark Lyall Grant, ha elogiato il buon lavoro svolto dalle autorità panamensi che consentirà al Consiglio di Sicurezza di valutare i fatti ed eventualmente inasprire le sanzioni. Ma, nell'inevitabile dialettica tra falchi e colombe, l'intera vicenda è il segno della crisi che colpisce entrambi i regimi di Cuba e Corea del Nord disposti a rischiare molto con un cargo che attraversa il canale di Panama, piuttosto seguire una rotta più lunga ma meno pattugliata. Secondo Hugh Griffiths, dello Stockholm International Peace Research Institute, «il viaggio della Chong Chon Gang colpisce per disperazione e stupidità. La vicinanza dei Caraibi con gli Stati Uniti, fa di quelle acque una delle aree più controllate al mondo».

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