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Questo articolo è stato pubblicato il 01 agosto 2013 alle ore 13:29.

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PetSharing, nasce community online per limitare abbandono animali

Ogni anno, in Italia, vengono abbandonati oltre 350mila animali. Cifra enorme formata per un terzo da cani e per gli altri due terzi soprattutto da felini. Il fenomeno, oltre a fare stringere il cuore, ha pure dei risvolti economici di rilievo: si pensi che la sola Lombardia spende all'anno 3milioni di euro per l'accalappiamento e la custodia dei cani senza più padrone, e ciò in barba alla legge 189/2004 che prevede l'arresto per chi abbandona il proprio animale domestico. Sulla sola rete autostradale, negli ultimi 10 anni, sono duecento le persone che hanno perso la vita in incidenti causati da animali girovaghi.

PetSharing propone un'alternativa immediata: la community garantisce l'ospitalità agli animali domestici quando i padroni non possono portarli con loro. L'adesione ha un costo di 30 euro annui, in ogni caso meno di quanto possa costare una pensione e da' diritto ad alcuni benefits tra i quali una card per degli sconti presso negozi e veterinari e una copertura assicurativa a prezzo ridotto. Gli amanti degli animali si incontrano quindi, da una parte chi deve privarsi della compagnia del proprio compagno a quattro zampe e, dall'altra, chi può dare loro ospitalità. Alla community possono iscriversi anche coloro che non hanno un animale ma sono disposti ad accoglierne uno per brevi periodi.
L'idea è venuta ad agosto 2012 a Francesca Caloni, Simone Palazzo (entrambi fiorentini) e all'americana Jennifer Schwartz, confrontata con le difficoltà nel trovare un posto dove lasciare il proprio cane durante i suoi frequenti spostamenti verso la Penisola; il sito esiste dallo scorso mese di dicembre e, nel giro di pochi mesi, ha già conquistato diverse decine di persone ma «in assenza di feedback, non necessari, non abbiamo idea del numero di animali che sono stati ospitati», come ci dice la co-fondatrice Francesca Caloni, da noi raggiunta al telefono.
La community, che si appoggia su una matrice americana, è la prima in assoluto in Italia, oltre ai soldi raccolti con le iscrizioni vive di donazioni. «Riceviamo molte email anche dall'Europa, questo ci fa pensare che nel Continente non ci siano molte altre community come la nostra», conclude Caloni.

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