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Questo articolo è stato pubblicato il 28 agosto 2013 alle ore 07:57.

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Giovannini: «Acconto sulla pensione per chi perde il lavoro»

Ecco i dati sulle pensioni. Il ministro del Lavoro Giovannini è prudente in vista di un autunno di fuoco sul fronte del lavoro. Ma fa chiarezza sulle cifre: «Un intervento sui soli assegni d'oro non consentirebbe un riequilibrio a favore dei pensionati più poveri. Diverso se sul piatto ci fossero anche le pensioni d'argento».

Non rinuncia a una proposta fuori dagli schemi: chi è a due-tre anni dal pensionamento e lascia il lavoro potrebbe ricevere un sostegno economico, che poi dovrà ripagare negli anni successivi: una sorta di prestito. A decidere dove «tirare la linea» tra pensioni d'oro, d'argento e di bronzo, però, dovrebbe essere il Parlamento. Mentre per quanto riguarda la dote della cassa in deroga, che rischia di subire i "danni collaterali" dello scontro in corso sull'Imu-Iva, Giovannini invita ad aspettare «ancora qualche ora». All'orizzonte le previsioni sulla disoccupazione per il 2014 (in crescita al 12,3%) e il timore di una jobless recovery che potrebbe tradursi in nuovi posti di lavoro solo con ritardo.

Ministro, in uno dei prossimi consigli il Governo dovrà mettere nero su bianco la dote per rifinanziare la Cassa in deroga.
Il rifinanziamento della cassa integrazione e la riforma degli ammortizzatori in deroga sono sicuramente fra gli interventi più urgenti dell'agenda dei prossimi mesi. Abbiamo fatto passi avanti con il miliardo di giugno e con la preparazione del decreto interministeriale sui criteri di concessione degli ammortizzatori in deroga dall'anno prossimo. Sempre dal 2014, le parti sociali hanno il dovere di istituire i fondi di solidarietà, che in parte si faranno carico di quello che oggi grava sugli ammortizzatori in deroga.

Inizialmente si era parlato di un miliardo, ora sembra che si scenderà a 5-600 milioni, anche per salvare il taglio dell'Imu e il Governo...
Stiamo discutendo con il Tesoro, fa parte della quadratura complessiva delle risorse in corso in queste ore. Decideremo in base alle risorse disponibili adesso o più avanti in autunno. Il Governo non smetterà certo adesso di finanziare gli ammortizzatori in deroga, ci rendiamo perfettamente conto che nonostante i primi segnali di ripresa la situazione del lavoro resta difficilissima.

Capitolo previdenza. Fra i temi più caldi dell'estate ci sono state le «pensioni d'oro». Come pensa di intervenire?
Guardi, questi sono gli ultimi dati. Ci dicono che le persone con pensioni molto elevate, dell'ordine dei 20mila o 50mila euro, sono solo qualche centinaio. Ho auspicato un intervento sulle pensioni d'oro in Parlamento al primo question time da ministro e lo ribadisco. Come questo intervento possa essere fatto in modo inattaccabile sul piano legislativo, le dimensioni e l'uso dei fondi liberati a favore dei redditi più bassi: questo è quello su cui stiamo lavorando. Ma se immaginiamo che "d'oro" voglia dire pensioni oltre 20 o 50mila euro, un intervento non genererebbe un riequilibrio di grandi dimensioni. Se invece si intervenisse anche sulle cosiddette "pensioni d'argento" è chiaro che il discorso potrebbe cambiare. Il punto vero è che non abbiamo una definizione di pensioni d'oro o di pensioni d'argento.

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