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Questo articolo è stato pubblicato il 02 settembre 2013 alle ore 15:22.

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Il turismo in Italia parla sempre più russo e cinese

Il turismo in Italia parla sempre più russo e cinese. È quanto emerge dalla lettura dell'Osservatorio acquisti CartaSi, che ha monitorato le spese con carta nei mesi giugno e luglio. Dall'analisi emerge la sostanziale tenuta del turismo straniero (+4,2%) - seppur con crescite molto più contenute rispetto agli anni scorsi - ma un vero e proprio boom per alcuni Paesi.

La Russia, per esempio, registra un incremento del valore speso del 19,2%, crescita che porta il Paese a ricoprire la sesta posizione con un peso, sul totale speso dalle carte straniere, del 7,3%. Trend facilmente verificabile frequentando i ristoranti e i locali di alcune località della costa adriatica, ormai diffusamente organizzati con i menu in cirillico. Ancora più eclatante l'incremento del valore delle spese dei cinesi che, pur pesando meno dell'1% sul totale, crescono del 34,8%.

Il giro d'affari più importante, comunque, è veicolato dai Paesi europei. I tedeschi sono, storicamente, i primi spender con una quota del 14%, ma rispetto a giugno e luglio dello scorso anno hanno registrato una flessione delle spese del 3,2%. Si confermano in crescita (+3,1%), invece, le spese degli americani, in seconda posizione con l'11,7% del valore totale e dei francesi (2,1%), in terza posizione nella classifica. In grande frenata, invece, le spese dei giapponesi, in calo dall'incidente di Fukushima, così come quelle dei Paesi Bric, che riflettono sulle spese effettuate nel nostro Paese, la crisi della loro economia.

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