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Questo articolo è stato pubblicato il 07 settembre 2013 alle ore 13:32.

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Matteo Renzi (Ansa)Matteo Renzi (Ansa)

Nella corsa per la guida del Pd Renzi è sempre più in primissima fila. Dopo aver annunciato la sua candidatura, negli ultimi giorni è stato un tam tam di dichiarazioni di endorsement a suo favore da parte delle prime linee del partito. In controtendenza Massimo D'Alema: dal palco della festa del partito di Genova, che si chiude oggi con l'intervento del segretario Guglielmo Epifani, l'ex premier sottolinea che l'uomo giusto per la segreteria è Gianni Cuperlo, mentre Renzi è più adatto a correre per la presidenza del Consiglio (e in questo troverebbe l'appoggio anche di Enrico Letta, sostiene D'Alema). Punta su Cuperlo anche la componente interna dei "Giovani turchi" (il ministro Andrea Orlando, Matteo Orfini, il sottosegretario all'Economia Stefano Fassina). Contrari al rottamatore, Pier Luigi Bersani (che alla fine potrebbe convergere su Cuperlo, seguito in questo dai suoi: il capogruppo alla Camera Roberto Speranza, Nico Stumpo e Davide Zoggia) e Rosy Bindi. Il Congresso dovrebbe tenersi entro novembre. Corrono per la segreteria del partito anche Pippo Civati - il deputato non ha dalla sua sponsorizzazioni di primo piano ma conta su una rete di militanti - e Gianni Pittella, che invece gode del sostegno dell'ex Uil Giorgio Benvenuto, di Mercedes Bresso, di Fabio Porta e di un gruppo di amministratori locali nel Sud e nelle isole.

L'"endorsement" di D'Alema segue quelli di altri esponenti di primo piano del partito, anche se si tratta per la maggior parte di posizioni a favore del sindaco di Firenze: non solo ex Ppi, ma anche ex diesse. Tutti a salire sul carro di chi durante le primarie è stato un po' isolato dalla nomenklatura del partito. A cominciare dal ministro dei Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, considerato tra in più vicini al premier Enrico Letta, che anticipa: al Congresso voto Renzi alla segreteria. Sempre che, avverte, «saprà innovare e unire il partito». «Matteo Renzi è l'uomo giusto per riportare il Pd alla vocazione originaria riformista necessaria per cambiare il Paese», spiega Walter Veltroni. Pro Renzi è anche il ministro Graziano Del Rio. Sostengono il sindaco anche Piero Fassino, primo cittadino di Torino, quello di Catania Enzo Bianco e il sindaco di Palermo Leoloca Orlando (è invece per Cuperlo il presidente della Toscana Enrico Rossi). A favore di Renzi anche Antonio Bassolino e Areadem (Pierluigi Castagnetti, Marina Sereni, Emanuele Fiano) e, tra gli ex popolari, Giuseppe Fioroni. Il rottamatore incassa anche le parole di apprezzamento del presidente del Senato, Piero Grasso («Matteo Renzi ha dimostrato coraggio e oggi quel coraggio è premiato dal consenso»). Insomma, quasi tutto l'establishment del partito è dalla sua parte. E la corsa tra candidati e correnti per conquistare la leadership sembra già in dirittura d'arrivo.

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