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Questo articolo è stato pubblicato il 23 settembre 2013 alle ore 07:49.

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TORONTO - Erano le 22 in Italia quando il presidente del Consiglio Enrico Letta è atterrato ieri all'aeroporto di Toronto, prima tappa di un viaggio nel Nord America con prevalenti aspetti economici (primo road show di Destinazione Italia per attrarre invesimenti esteri). Un primo aggiornamento sulle elezioni tedesche e poi subito l'incontro con la comunità' italiana (la più numerosa nel mondo) insieme al premier canadese Stephen Harper. Ma i temi di politica interna hanno continuato ad impegnare il premier Letta anche nelle prime ore di missione in Canada. L'intervista del ministro Saccomanni al Corriere della Sera con l'eventualità di dimissioni nel caso in cui i partiti proseguano con richieste non sostenibili dal punto di vista della disciplina fiscale stanno creando nella maggioranza fibrillazioni e polemiche che Letta si è incaricato di smorzare. Nessun accenno alla situazione politica nei discorsi ufficiali ma lo staff del presidente ha fatto filtrare alcuni punti cardine del pensiero di Enrico Letta che possono essere sinetizzati così: «Saccomanni ha la mia piena fiducia, Quirinale, Palazzo Chigi e Ministero dell'Economia lavorano in piena sintonia per garantire una rapida approvazione della legge di stabilità». In altre parole non esiste e non esisterà mai nel Governo un «problema Saccomanni» perché in quel caso sarebbe tutto il Governo a cadere, non il singolo responsabile dell'Economia. C'è imsomma, da parte del premier la determinazione ad andare avanti con ritmi serrati in linea con quanto riferito al capo dello Stato nell'incontro di venerdì scorso. L'asse con Colle, fanno rilevare fonti di Palazzo Chigi, vale in particolare per il percorso di costruzione della legge di stabilità giudicato come passaggio dirimente per impostare una politica economica in attacco, a dispetto delle fibrillazioni e degli aut-aut che pure continuano, con toni diversi, a venire dai partiti.

Insieme alla copertura politica a Saccomanni Letta fa capire che non accetterà di farsi logorare da queste fibrillazioni. La stabilità, del resto, è precondizione indispensabile sia per correggere la deviazione dal deficit dello 0,1 per cento e trovare le coperture per le iniziative in cantiere, sia per dare risposta alle istanze di crescita e lavoro. Passaggi troppo delicati per il futuro dell'Italia per sottoporli al fuoco incrociato dello scontro tra partiti e dentro i partiti. L'ultima cosa di cui il Paese ha bisogno - sostiene Letta - oggi è l'irresponsabilità di chi antepone le proprie sorti personali e di parte a quelle generali della comunità. Letta avrebbe anche espresso il proprio stupore per essere stato chiamato in causa nella ricostruzione dell'Assemblea nazionale del Pd su tempi e regole del congresso. Il premier ribadisce l'intenzione di rimanere fuori da un dibattito congressuale così divisivo. «Il contributo migliore che possiamo dare al partito - afferma Letta - è continuare a lavorare per il Paese. Tutto il resto è polemica strumentale e maliziosa». Nessuna risposta, diretta o indiretta, neppure alle accuse di Renzi. Prima di partire per il Canada Letta ha sentito Epifani confermandogli che non pone problemi sulle vicende congressuali e che anzi spera che ciò possa contribuire a trovare soluzioni.

Ma, fibrillazioni politiche a parte, la missione di Letta in Nord America costituisce anche la prima tappa del road show di presentazione del Piano "Destinazione Italia" approvato giovedì scorso dal Consiglio dei Ministri. Nei dossier che Letta presenterà agli investitori canadesi e americani ci sono i nomi di alcune società italiane in cerca di partner stranieri a cominciare da Fincantieri e Poste Vita. Quella del Canada è da intendersi come momento di avvicinamento a New York e alla sfilza di appuntamenti con la comunità finanziaria ed economica oltre al fondamentale appuntamento dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, dove il premier insieme al ministro degli Esteri Rmma Bonino, ribadirà la posizione italiana sulla Siria e l'impegno del nostro Paese, in collaborazione con gli altri partner, sull'aiuto umanitario al Paese sconvolto dalla guerra civile.

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