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Questo articolo è stato pubblicato il 27 settembre 2013 alle ore 14:39.

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La supernave MSC Divina mentre transita nel bacino san Marco (Ansa)La supernave MSC Divina mentre transita nel bacino san Marco (Ansa)

Sabato scorso a manifestare erano stati quelli del movimento "no grandi navi", proprio nel giorno in cui era previsto il passaggio di 13 crociere, con tanto di tuffo in laguna e successive denunce. Oggi è la volta del fronte opposto: "Basta bugie sulla crocieristica a Venezia", è lo slogan dei manifesti con i quali il Comitato Cruise Venice ricorda che "la ricaduta occupazionale del traffico crocieristico sulla città il suo territorio è pari a quasi 5mila posti di lavoro". Dalle 11 di questa mattina fino alle 13 le aziende del Porto di Venezia schierate con il comitato a favore del passaggio delle grandi navi da crociera in laguna hanno tenuto le serrande abbassate assediato il Comune.

In attesa del vertice convocato dal presidente del Consiglio Enrico Letta per il primo ottobre, manca ancora una convergenza sulle strade da seguire per liberare il bacino di San Marco dal passaggio delle grandi navi come previsto dal decreto Passera-Clini. Nei giorni scorsi il Comitato portuale ha detto no a uno spostamento del terminal passeggeri a Marghera, indicata dal sindaco Giorgio Orsoni come l'unica opzione possibile oltre al blocco totale. Per Paolo Costa, presidente dell'Autorià portuale (e del comitato), invece, «è scaduto il tempo delle idee fantasiose e dei gesti plateali, come i tuffi in canale della Giudecca o gli atti vandalici compiuti contro il ricevimento crocieristi all'aeroporto Marco Polo. Dopo aver riconosciuto a tutti il diritto di esprimere le proprie opinioni, va accolta con favore la sollecitazione del presidente del Consiglio Enrico Letta.

Bisogna passare all'esercizio del "diritto-dovere" di formulare i pareri previsti dalla legge e del "dovere" di prendere le decisioni delle quali si portano le responsabilità. È giusto ascoltare tutti, ma bisogna che a decidere sia chi ne ha la facoltà per legge. E la decisione sulla "via navigabile alternativa al passaggio delle navi di stazza superiore alle 40mila tonnellate davanti san Marco e lungo il canale della Giudecca" dovrà essere presa autonomamente dall'Autorità marittima (Capitaneria di Porto) con proprio provvedimento. Provvedimento al quale l'Autorità portuale concorrerà lealmente con i pareri dovuti per fornire tutti gli elementi necessari a una valutazione complessiva, corretta e, ci auguriamo, definitiva. Ogni altro temporeggiamento, chiacchiera, difesa di interessi di parte, soluzione temporanea e non risolutiva, che non preveda una misura definitiva di lungo termine, avrà la sola conseguenza di accantonare di nuovo il problema e di non far raggiungere l'obiettivo primario voluto da tutti, in primis dall'Autorità portuale: togliere le navi da San Marco».

In questo clima, fra testimonial eccellenti (da Oliviero Toscani ad Adriano Celentano) e scambi di accuse, non c'è ancora nemmeno la certezza sull'"inchino" che si sarebbe verificato poche settimane fa: e se l'assessore veneziano all'Ambiente Gianfranco Bettin attacca VTP (Venezia Terminal passeggeri) per la «pervicacia e l'ottusità della difesa dello status quo», puntuale arriva la risposta: «Si rischia di pregiudicare l'intero sistema della industria crocieristica nazionale, essendo Venezia il capolinea delle rotte Adriatiche. E tutto per accreditare un disegno politico di destinazione ad altro uso dell'area di Marittima prevedendo una "riqualificazione" dell'area che implicherebbe una distruzione del nuovo porto realizzato nell'ultimo quindicennio del valore stimato di mezzo miliardo e la costruzione onerosa di un nuovo terminal a Marghera, malgrado le enormi criticità rilevate dalle Autorità preposte con uno spreco esorbitante delle già scarse risorse pubbliche».

A prendere posizione è anche l'associazione Imprenditori Aziende di Murano, che si schierano a sostegno dei manifestanti pro crocieristica: «Vogliamo ribadire l'importanza di tale traffico per l'economia dell'isola: rappresenta una grande opportunità economico finanziaria per le nostre aziende – afferma il presidente Michele Zampedri – risultando un prezioso elemento di promozione nel mondo dei prodotti artistici Muranesi. Qualsiasi stravolgimento di questo traffico comporterebbe danni incalcolabili in un settore che ha già registrato pesanti situazioni di crisi soprattutto in questi ultimi anni».

Anche dalla Cgil arriva un monito: «Siamo convinti della necessità di bloccare il transito delle grandi navi dal Bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca, ma è altrettanto certo che la soluzione non può assolutamente mettere in discussione l'attività portuale e industriale di Marghera. per questo è forte la preoccupazione dei 5.500 lavoratori portuali pronti a mobilitarsi contro ipotesi che soffocherebbero il porto commerciale e le sue potenzialità di sviluppo, decretandone il declino».

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