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Questo articolo è stato pubblicato il 05 ottobre 2013 alle ore 11:25.

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Casa, ai massimi il «tributo ambientale»: tutti lo pagano ma nessuno lo conosce - Abitazioni fantasma, oltre 1,2 milioni - Affitto in nero per 450mila studenti fuorisede

Nuovo record per il tributo ambientale sulla casa: oltre due terzi delle Province hanno adottato l'aliquota nella misura massima del 5% e la media ha raggiunto il 4,48%. I dati - a disposizione dell'ANSA - emergono da uno studio di Confedilizia che fa presente: «È un tributo che tutti pagano senza neppure saperlo». I dati si riferiscono al 2012 in quanto per il 2013, con il decreto Imu, le amministrazioni hanno ancora tempo per deliberare, fino al 30 novembre.

Oltre due terzi delle Province hanno stabilito l'aliquota del tributo ambientale, che è una tassa provinciale commisurata alla superficie degli immobili e pagata come addizionale alla Tares, al massimo al 5%. E la media nazionale ha raggiunto il 4,48%, contro il 4,41% dell'anno prima. «Il tributo provinciale per l'ambiente ha avuto una costante crescita - sottolinea Confedilizia - passando da una aliquota media del 3,08% registrata nel 1993 ad una aliquota media del 4,48% toccata nel 2012».

L'area geografica con l'aliquota media più elevata è quella del Nord (4,84%), seguita dal Centro (4,69%) e dal Sud e dalle Isole (4,31%). Nel 2012 le Province di Gorizia e di Matera sono state le uniche amministrazioni che hanno disposto una diminuzione dell'aliquota, portandola rispettivamente dal 4,70 al 4,50% e dal 5 al 2% mentre, sempre nello stesso anno, le Province di Brescia e quella di Firenze hanno aumentato l'aliquota portandola al valore massimo del 5%.

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