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Questo articolo è stato pubblicato il 07 ottobre 2013 alle ore 19:38.

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Dopo la tragedia di Lampedusa, l'ennesima, oggi il problema è quello di risolvere «il nodo dell'asilo politico». Lo sottolinea il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, in occasione della visita a Cracovia.

Italia al centro di un'ondata di profughi
L'Italia, osserva il capo dello Stato, è in questi giorni al centro «di una vera e propria ondata di profughi che non sono migranti, legali o illegali». Per cui oggi il problema è quello di risolvere il nodo dell'asilo politico. A chi gli ricordava, oggi a Cracovia, la scarsa efficienza nel contrasto all'immigrazione, il Capo dello Stato ha subito replicato sottolineando che «è l'asilo, che non è migrazione, è diverso, è l'asilo politico al centro della nostra attenzione». Il presidente della Repubblica ha poi ricordato che oggi a Lussemburgo c'è una riunione dei ministri dell'Interno e della Giustizia: «vedremo che cosa ne sortirà», ha osservato.

Il governo studia intervento su diritto di asilo
Intanto il governo si appresta a intervenire sul tema del diritto d'asilo. Nella riunione presieduta stamane dal sottosegretario Filippo Patroni Griffi, e che vedrà nei prossimi giorni un seguito in un vertice interministeriale, si é valutato, a quanto si apprende, l'insieme dei dispositivi normativi che costituiscono il Sistema europeo comune di asilo. Il Sistema punta a creare regole e standard comuni in materia di asilo e protezione internazionale. Tre sono gli strumenti principali: la Direttiva qualifiche (sui criteri che disciplinano il riconoscimento del diritto d'asilo o protezione internazionale), la Direttiva accoglienza (rifusione della vecchia normativa in materia di standard minimi di accoglienza dei richiedenti asilo), la Direttiva procedure (rifusione della normativa in materia di procedure da seguire nella valutazione delle richieste di asilo). Sulle tre direttive esistono deleghe aperte da successive leggi di delegazione comunitarie, ma con scadenze diverse: per la prima, le disposizioni di attuazione dovranno essere adottate entro dicembre di quest'anno. Per la seconda e la terza, invece, i tempi sono più lunghi.

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