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Questo articolo è stato pubblicato il 09 ottobre 2013 alle ore 09:35.

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Franco Gabrielli (Ansa)Franco Gabrielli (Ansa)

«Questo paese sta letteralmente cadendo a pezzi: o noi interveniamo in maniera strutturale o andremo sempre a fare una sorta di elenco di disgrazie e di morti». Così Franco Gabrielli, capo della protezione civile, in audizione alla commissione ambiente della camera. «Sui temi del governo del suolo e di quello che vi avviene sopra, esistono due grosse aree di competenza», spiega Gabrielli. C'é «il tema della prevenzione strutturale» «é assolutamente al di fuori delle competenze della protezione civile», circostanza «ribadita in maniera inequivoca dalla legge 100 (la riforma del servizio nazionale di protezione civile, ndr): la prevenzione strutturale non compete alla protezione civile».

Però, avverte il capo del dipartimento, «sui temi del disseto idrogeologico il tema della prevenzione strutturale é fondamentale, perché se non si mette mano alla messa in sicurezza del territorio, credo che sempre con maggiore frequenza parleremo di queste cose». In tutto ciò «esiste una conoscenza della criticità dei temi che abbiamo davanti- dice Gabrielli- e allora se non programmiamo per tempo la messa in sicurezza»
questi eventi si ripeteranno.

I vincoli di bilancio dei Comuni

E su questo tema, quello della prevenzione, insiste anche la questione dei vincoli di bilancio dei comuni, attori di primo piano nella prevenzione. Però «rispetto ai vincoli del patto di stabilità «noi riceviamo costantemente dai territori grida di aiuto da parte di comuni che non riescono a fare interventi», segnala Gabrielli.Negli interventi per la messa in sicurezza del suolo ci sono situazioni di finanziamento «che sono in cofinanziamento« con fondi che «non possono essere spesi perché i comuni non sono in grado di cofinanziarli per i limiti del patto di stabilità- spiega franco gabrielli, capo della protezione civile- credo che pur nell'assoluta comprensione della condizione delle casse dello stato, un impegno di priorità debba essere assunto. Rischiamo di arrivare al pareggio dei conti con il malato morto».

Dissesto endemico

Alla luce delle conoscenze, e del dibattito, sui mutamenti climatici, «credo ormai che l'esperienza ci consenta di dire che gli ultimi anni sono anni nei quali determinati fenomeni si stanno ripetendo con una frequenza e un'intesità certo non usuale». Dice Franco Gabrielli. «Da alcuni anni nel nostro paese piove meno su base annua«, ricorda gabrielli, ma c'é un particolare: «si sono alternate richieste sotto il profilo della siccità», con «le regioni, Emilia Romagna e Toscana, colpite nel recente autunno da pesantissimi eventi alluvionali, che erano le stesse regioni che nella primavera precedente avevano chiesto lo stato di ciriticità idrica« perché le falde acquifere erano in stato critico. Insomma, «piove di meno ma piove in maniera più concentrata», segnala il capo della protezione civile, «quindi su un territorio come il nostro dove l'uso e l'abuso suolo, la cementificazione» hanno colpito stravolgendo i regimi idrografici, le conseguenze sono quelle drammaticamente note.

Però, segnala Gabrielli, mentre sul banco degli imputati c'é di sicuro «una certa antropizzazione« che stravolge occupandolo il suolo, «molti eventi sono prodotti anche da una deantropizzazione«, con «intere aree del paese non più governate sotto il profilo delle colture e della cura del territorio». E questa "deantropizzazione", conclude, «sta creando effetti perversi, anche se non pari a quelli dell'antropizzazione perversa, con squilibri« che portano agli eventi di questi giorni.

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