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Questo articolo è stato pubblicato il 24 ottobre 2013 alle ore 12:13.

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Si scrive «crowdfunding» si legge innovazione virale. Uscito dal recinto in cui si muovevano solo pochi pionieri ed addetti ai lavori, dopo la regolamentazione messa a punto dalla Consob il crowdfunding sta trovando rapidamente nuovi adepti, come documenta un report realizzato dalla piattaforma web DeRev.com.
Il Nord America resta il mercato più vivace ma l'Italia, in virtù di una regolamentazione che ha anticipato tutti i Paesi europei, sembra destinata a giocare un ruolo di primo piano. Non mancano le critiche al regolamento che ha applicato le disposizioni del decreto crescita 2.0 e per molti la base normativa è largamente perfettibile. Ma i segnali di fermento ci sono.

I numeri del fenomeno

Il crowdfunding è una soluzione di finanziamento alternativa per startup innovative (al centro del regolamento Consob) ma anche partiti politici, progetti artistici, associazioni non profit. Si tratta di una formula che prevede la possibilità di raccogliere tramite internet piccoli finanziamenti da parte di una platea potenzialmente illimitata per realizzare progetti di diversa natura, riconoscendo in cambio delle "ricompense" o nel caso dell'equity crowdfunding azioni o profitti della società.
L'industria del crowdfunding a livello mondiale esprime un giro d'affari che sfiora i due miliardi di euro l'anno. Secondo il report realizzato da Roberto Esposito e Claudio Calveri su iniziativa di DeRev.com, in Nord America i volumi di crowdfunding sono cresciuti del 105%, raggiungendo 1,6 miliardi di dollari. In Europa la crescita è stata del 65%, con un risultato di 945 milioni di dollari. In totale, tutti gli altri mercati sono cresciuti del 125%. Emerge comunque come l'equity crowdfunding, il modello più orientato alla crescita aziendale e dunque al business in senso stretto, sia ancora la modalità meno diffusa. Nel mondo «vale» infatti circa 116 milioni di dollari, con una crescita annua del 30%, a fronte degli 1,2 miliardi di dollari del crowdfunding su prestito (+111%) e degli 1,4 miliardi del crowdfunding su donazione (+85%). Secondo lo studio, che ha preso in considerazione 308 piattaforme attive in tutto il mondo, Nord America ed Europa producono circa il 95% del movimento complessivo del crowdfunding.
Per completare il quadro, con un'analisi più specifica sullo scenario italiano, è utile fare riferimento anche a numeri provenienti da altre fonti. Innanzitutto il registro speciale delle Camere di commercio, dove le iscrizioni delle startup innovative hanno superato quota 1.200. Quanto al valore del crowdfunding in Italia, nel corso del recente Crowdfuture, era stato stimato in appena 23milioni di euro, 11 dei quali raccolti nell'ultimo anno. Una trentina le piattaforme operative, destinate a diventare poco meno di 50 a fine anno. Cifre dunque ancora poco significative in valore assoluto, ma frutto di una crescita nel breve periodo già promettente.

La regolamentazione

Come detto, il regolamento italiano norma l'equity crowdfunding, che prevede sostanzialmente due possibili ritorni economici: azioni della società, con l'investitore che quindi rileva parte della nuova società o i diritti di un progetto, o il guadagno che deriva da una quota delle entrate o dei profitti che il progetto genera. La legislazione italiana è la prima nel settore, varata in anticipo anche rispetto agli Usa.
La possibilità di gestire portali per la raccolta dei capitali richiede dei requisiti particolari: è istituito un registro presso la Consob con una sezione speciale per certificare "affidabilità" e "qualità" del servizio. Oltre agli iscritti all'elenco, le operazioni sono consentite alle banche e alle imprese di investimento (Sim) già autorizzate alla prestazione di servizi di investimento.
Esistono dei limiti dimensionali per i finanziamenti. È infatti prevista un'esenzione dall'applicazione della disciplina sui servizi di investimento a patto di non superare una soglia che è pari a 500 euro per singolo ordine e 1.000 euro per ordini complessivi annuali (per gli investimenti delle persone fisiche) o a 5mila euro per singolo ordine e 10.000 euro per ordini complessivi annuali (investimenti delle persone giuridiche).

Gli operatori sul mercato

Da un censimento stilato da Forbes, si può ricavare una lista per quanto parziale delle piattaforme per il crowdfunding che risultano più attive. Solo a titolo di esempio, si possono menzionare a livello internazionale Somolend (tra le più vivaci per il microcredito), Appbackr (per il mercato delle app), Indiegogo (generalista, con visibilità estesa a 200 Paesi).
In Italia, tra gli altri, la già citata DeRev, con sede a Napoli e progetti orientati anche alla "social innovation", Siamosoci (mirata alla creazione di gruppi di investimento), Produzione dal Basso (fondata già nel 2005, oggi ha 32mila utenti attivi), Smartika (con l'obiettivo di far ottenere tassi migliori di credito rispetto agli strumenti bancari).

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