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Questo articolo è stato pubblicato il 28 ottobre 2013 alle ore 11:16.
L'ultima modifica è del 28 ottobre 2013 alle ore 18:43.

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Nella combo, a sinistra Diego Mosna, a destra Ugo Rossi, i due più accreditati degli 11 candidati presidente per la Provincia autonoma di Trento (Ansa)Nella combo, a sinistra Diego Mosna, a destra Ugo Rossi, i due più accreditati degli 11 candidati presidente per la Provincia autonoma di Trento (Ansa)

Guido Rossi, candidato del centrosinistra, è il nuovo presidente della Provincia di Trento. In Alto Adige l'Svp regge l'urto del dopo-Durnwalder e, ma cede terreno alla destra populista del Freiheitlichten. Il nuovo presidente della giunta provinciale alto atesina salvo colpi di scena in sede di fiducia sarà Arno Kompatscher. Nel capoluogo più a nord di Italia si chiude l'era di Luis Durnwalder: dopo cinque legislature e 24 anni il «Kaiser» cede lo scranno più alto del parlamentino di Bolzano.

Trento, Rossi al 58%. Centrodestra azzerato

Rossi, sostenuto dal Pd ma esponente degli autonomisti del Patt (Partito autonomista trentino tirolese) ha trionfato con il 58%. I democrats si affermano come primo partito, al 22%. L'autonomista Diego Mosna (Progetto Trentino e altri movimenti locali) segue con ampio scarto al 19%, il leghista Maurizio Fugatti non va oltre il 6,6%. In coda Filippo Degasperi del M5S (5,7%), Giacomo Bezzi di Forza Trentino-Forza Italia (3,86), Emilio Arisi di Sel (1,71%), Cristano de Eccher di Fratelli d'Italia (1,62%).

Dal confronto con il 2008, il centrodestra esce azzerato: il candidato della coalizione che comprendeva Pdl, Lega Nord, La Destra e altri, aveva sfondato il 35% di consensi (36,5%. )Anche nei voti di lista Forza Trentino/Pdl scende dal 14.80 % (2008) al 5,2%; la Lega Nord da 17,05% al 6%. Tra le liste, boom del Patt che trainato da Rossi vola oltre il 17%.
Deludente il risultato del Movimento 5 Stelle, in picchiata rispetto al 20% delle elezioni nazionali di febbraio. Grillo si è mostrato comunque entusiasta: «Per il Movimento è un risultato straordinario: finalmente abbiamo anche un nostro eletto in consiglio».

Bolzano, vince la Svp. Destre populiste in crescita

In Alto Adige la Suedtiroler Volkspartei (Svp) si conferma primo partito della provincia di Bolzano(45,6%) nonostante un calo di 2 punti rispetto alle elezioni del 2008. Crescita importante dei secessionisti di lingua tedesca: il Die Freiheitlichen, scissione a destra della Stella Alpina, vola al 18 %. I separatisti capitanati della "pasionaria" Eva Klotz, la Suedtiroler Freiheit (7,2 %). Bene i Verdi (sopra l'8%), regge il Pd. Il centrodestra rasenta lo zero, con la coalizione Forza Alto Adige (Pdl)-Lega Nord-Team Autonomie sotto il 3%. Supera di poco il 2% anche il Movimento Cinque Stelle (alle Politiche aveva sfondato il tetto dell'8%.

Affluenza in calo: a Bolzano vota il 65%

Le elezioni provinciali corrispondono, di fatto, a quelle regionali. Gli eletti nelle due province vanno a formare il parlamentino della Regione ed eleggono con voto autonomo il presidente. Il dato più eclatante, per ora, è il calo di affluenza rispetto alla sessione del 2008. In Trentino non si è andati oltre il 62,82% (261.759 persone), giù di quasi 10 punti rispetto al 73,13% del 2008. Più contenuta la flessione in Alto Adige: il 77,7% degli iscritti al voto (289.766 votanti) contro l'80,1% certificato cinque anni fa. Record negativo a Bolzano, ferma a meno del 65%.

Biancofiore: dai partiti nazionali poca attenzione agli italiani

Michela Biancofiore, coordinatrice regionale di Forza Italia e già sottosegretaria del Governo Monti alla Pubblica Amministrazione, commenta così il segno meno di voti italiani: ««Il dato del calo di elettori nelle città italiane è molto grave ma i partiti nazionali dovrebbero avere più attenzione nei confronti della comunità italiana dell'Alto Adige e del disagio degli italiani». Lo scivolone del centro-destra? «Paghiamo la divisione - sottolinea Biancofiore - causato da chi ha voluto fare partiti territoriali».

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