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Questo articolo è stato pubblicato il 01 novembre 2013 alle ore 07:10.
L'ultima modifica è del 19 giugno 2014 alle ore 10:35.

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Gli americani hanno inondato il mondo di serie tv in cui gli investigatori scardinano il crimine anche grazie al ricorso alla tecnologia ma, per una volta, li abbiamo superati. Al punto che l'Università Usc di Los Angeles ha deciso di sviluppare per il Dipartimento della Giustizia il programma di repressione e prevenzione delle rapine a esercizi commerciali e banche, che dal 2007 sta applicando con successo la questura di Milano. La Ucla, altra prestigiosa università californiana, ha invece apprezzato i risultati raggiunti.

Idea nata in casa
Il software (al quale è stato dato il nome di KeyCrime) è stato elaborato a Milano dall'assistente capo della Polizia Mario Venturi e concesso in comodato d'uso gratuito alla questura del capoluogo lombardo. Che cosa fa il software? Cataloga al suo interno tutti i dati (compresi eventuali video ripreso dalle telecamere di sorveglianza) che hanno caratterizzato la rapina. I primi dati sono quelli della volante che è accorsa sul posto, ai quali seguono quelli desumibili dalle interviste degli analisti alle parti lese, perché nell'immediatezza del fatto si riferiscono alcune cose, mentre a distanza di ore (almeno 24) affiorano altri elementi utili.

Il software KeyCrime
Tutte le rapine dal 2007 a oggi a esercizi commerciali, istituti di credito e uffici postali (questi ultime soltanto dal 2009) sono state catalogate in un'immensa banca dati che consente di fare automaticamente ricerche comparative. Il software immagazzina tutto ed elabora comparativamente ben 11 mila informazioni che vengono estrapolate dalla banca dati dei fatti archiviati. Il software sostituisce la memoria del singolo uomo: è la macchina che risponde con un indice probabilistico su eventi che ritiene riconducibili a quello in analisi.
Il programma permette dunque di ricondurre a un'unica mano fatti avvenuti in tempi e luoghi diversi. Il focus è sul modus operandi dal quale si estrapola il profilo di un soggetto che, in quello stato, è ancora ignoto ma le informazioni consentono di studiare le serialità criminalità e dunque di isolarle e prevedere, qualora le informazioni lo consentono, il nuovo evento futuro legato alla serialità.

I benefici per i milanesi
Per essere pratici: il gioielliere o il farmacista a Milano sanno che se saranno le prossime vittime potenziali di una rapina (e non esiste reato al mondo più seriale di questo) la Polizia di Milano ha un'arma in più per prevenirla. Nel 2007 le rapine ricondotte a persone erano il 27%. Nel 2012 si è toccato il 54%. Dal 2007 al 2009 ci sono stati dunque decine di casi nei quali i rapinatori sono stati attesi sull'uscio degli esercizi commerciali, prima dell'atto criminoso. Laddove è stato possibile la rapina è stata sventata altrimenti la Polizia è intervenuta in flagranza di reato (ed è stato possibile in ambo i casi collegare gli autori ad altre rapine).

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