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Questo articolo č stato pubblicato il 15 novembre 2013 alle ore 16:10.
L'ultima modifica č del 15 novembre 2013 alle ore 20:54.

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"Il Fatto" pubblica sul web una intercettazione del 2009 in cui il leader di Sel fa i complimenti all'uomo dei media del gruppo siderurgico per un gesto compiuto in una conferenza stampa sulle morti per cancro a Taranto.

«Complimenti, io e il mio capo di gabinetto siamo stati a ridere per un quarto d'ora». Č questa la frase - pronunciata nel luglio 2010 dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, in un colloquio telefonico con l'ex responsabile Rapporti istituzionali dell'Ilva di Taranto, Girolamo Archiną - che ha portato il leder di Sel sotto il fuoco delle polemiche dopo la pubblicazione dell'audio dell'intercettazione, agli atti dell'inchiesta sull'Ilva per disastro ambientale, sul "fattoquotidiano.it". A guidare l'attacco a Vendola č il M5S, che lo accusa di aver reagito ridendo ad alcune domande sulle morti per cancro poste ad Emilio Riva, proprietario dell'Ilva.

«Disgusto č la sola parola che proviamo - fanno sapere i parlamentari grillini - A Vendola non rimane che una strada: dimettersi da presidente della Regione Puglia e andare a casa. Ha perso ogni credibilitą». A stretto giro il contrattacco del Governatore, che a "repubblica.it" di difende annunciando una querela ai grillini: «La telefonata estratta dal suo contesto č un'operazione lurida, un tentativo di sciacallaggio e di linciaggio».

I «complimenti» riferiti ad un gesto di Archiną
I «complimenti» di Vendola ad Archiną (arrestato il 27 novembre 2012 con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale, avvelenamento di sostanze alimentari e omissione dolosa di cautele sui luoghi di lavoro) facevano riferimento al gesto compiuto dallo stesso Archiną nel corso di una conferenza stampa nella quale aveva strappato il microfono ad un giornalista di una tv locale che chiedeva ad Emilio Riva un giudizio sui morti per tumore a Taranto causati dal Siderurgico. In particolare, Vendola definiva una «scena fantastica» il passaggio in cui Archiną si impossessa del microfono del giornalista.

Al telefono il governatore della Puglia parla con quello che gli inquirenti considerano uno dei principali artefici delle attivitą illecite del polo siderurgico tarantino. «Dica a Riva che il presidente non si č defilato», assicurava Vendola ad Archiną nello stesso colloquio. Nell'inchiesta sull'Ilva, Vendola č indagato con l'accusa di concussione aggravata, in concorso con Archiną e altri, per presunte pressioni che avrebbe esercitato sul dg dell'Arpa Puglia, Giorgio Assennato, per rendere meno dura una relazione sui dati ambientali legati di Taranto legati all'inquinamento provocato dall'Ilva.

Pdl: convocare subito il Consiglio regionale
Contro il Governatore si scaglia anche dal gruppo Pdl della regione Puglia che chiede la convocazione «immediata» del Consiglio regionale a seguito della «sconcertante telefonata tra Vendola ed il dottor Archiną che in queste ore sta inondando tutto il web». Una telefonata - secondo il Pdl – che «al di lą degli aspetti penali che non sta a noi valutare, sta mettendo alla berlina l'istituzione regionale pugliese in quanto tale, di cui mina in termini gravissimi la credibilitą a tutti i livelli». Commentando la pubblicazione dell'audio dell'intercettazione, Vendola sottolinea come si sia tentato «di far intendere che in quella telefonata decontestualizzata io stessi ridendo per i morti di cancro. Questa č veramente un'operazione inaccettabile, uno sciacallaggio puro». Il cancro, ha aggiunto il Governatore della Puglia, «ha abitato la mia vita, ha abitato casa mia, e credo che l'idea di darmi un colpo, cercando di delegittimarmi, sul terreno della sensibilitą umana sia un'operazione vigliacca, volgare, a cui reagisco, naturalmente, tutelandomi anche in sede legale, come č giusto che sia».

Il contesto della telefonata secondo il Governatore
Nell'intervista a "Repubblica.it" Vendola afferma che l''utilizzo di una intercettazione «decontestualizzata, tirata fuori da un cilindro come un tentativo di dare un fondamento ad un'accusa che secondo me non ha un fondamento», sia un tentativo «di fare il processo prima, di farlo nelle piazze e di avere una facile condanna».

La confidenza con Archiną quel giorno - spiega Vendola – nasceva dallo sforzo messo in campo dalla Regione in quei giorni per «convincere Ilva a mettere le centraline, come hanno deciso di fare Cementir ed Eni, per il monitoraggio diagnostico».

«Individuati gli sforamenti di benzo(a)pirene - rileva il governatore - noi abbiamo la necessitą di individuare la sorgente, la causa degli sforamenti, che poi individueremo esattamente nell'Ilva. E mentre faccio questo cerco di difendere alcune centinaia di lavoratori somministrati a rischio di licenziamento, per questo evoco la Fiom».

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