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Questo articolo è stato pubblicato il 28 novembre 2013 alle ore 14:12.

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Pietro Grasso (Imagoeconomica)Pietro Grasso (Imagoeconomica)

Dopo la Camera, il Senato: "In viaggio con la Mehari", la campagna di sensibilizzazione sui giornalisti uccisi e minacciati e sulle vittime della criminalità organizzata è approdata a Palazzo Madama. L'auto del cronista del Mattino Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985, è stata spostata da piazza Montecitorio nelle vicinanze della Camera alta.

Ricordate tutti i reporter che subiscono violenze dal potere e dalle mafie
«È l'occasione per ricordare tutti i reporter che nel mondo subiscono violenze dal potere e dalle mafie», ha sottolineato il presidente del Senato, Pietro Grasso, prendendo la parola dopo Paolo Siani, fratello di Giancarlo. «La mafia e i poteri - ha osservato la seconda carica dello Stato - cercano il consenso di determinate fasce sociali e temono gli attacchi sul terreno della comunicazione come su quello della repressione. In Italia ci sono ancora regioni in cui un giornalista che descrive senza veli la realtà dei potenti rischia la vita. E la pretesa del silenzio diventa intimidazione, le pallottole spedite, le finestre infrante dai colpi sparati a distanza».

No alle minacce contro l'informazione
«Noi diciamo no queste violenze e a ogni minaccia contro l'informazione che tutti i cittadini hanno diritto ad avere», ha concluso Grasso, che dopo la piccola cerimonia nei pressi dell'auto di Siani ha poi ricevuto a Palazzo Madama una delegazione di familiari di alcuni giornalisti uccisi.

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