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Questo articolo è stato pubblicato il 16 dicembre 2013 alle ore 16:54.
L'ultima modifica è del 24 dicembre 2013 alle ore 13:57.

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(Afp)(Afp)

Sono cresciute dell'84% nel 2012 le adozioni italiane dal Congo rispetto al 2010, per un totale di 138 bambini adottati l'anno scorso. Si tratta dell'8° Paese di provenienza per le adozioni internazionali italiane, in tutto oltre 3.100 nel 2012. Ma nonostante i numeri diffusi dalla Cai (Commissione Adozioni Internazionali) dimostrino una prassi e relazioni consolidate anche con la Repubblica Democratica del Congo, il caso delle 24 famiglie bloccate oggi nel Paese africano non riesce a risolversi.

A pesare è lo stop all'uscita dei minori dalla Repubblica Democratica del Congo, operato dalla DGM (Direction General Migration), una sorta di polizia di dogana che emette i permessi per l'uscita dal Paese di tutti i cittadini congolesi, a seguito di irregolarità riscontrate. «Purtroppo per il momento la situazione» delle 24 coppie arrivate a inizio novembre in Repubblica Democratica del Congo per adottare un bambino «non si sblocca»: è quanto ha affermato a TmNews dall'ambasciatore italiano a Kinshasa, Pio Mariani, il quale ha sottolineato di non avere «consigliato niente» alle famiglie, ma solo «riferito quanto consigliato dalla Direzione Generale della Migrazione» e cioè di rientrare in Italia senza bambini.

Mariani - in un colloquio con TmNews - ha ricordato come l'Ambasciata fornisca alle famiglie «informazioni che provengono dalle autorità congolesi, il più obiettivamente possibile, per metterle in grado di decidere autonomamente, in relazione alle proprie condizioni di lavoro, sanitarie, di salute ed anche economiche" sul da farsi. Mariani ha affermato inoltre che "l'Ambasciata continuerà ad adoperarsi per sollecitare una soluzione, ma la Direzione Generale della Migrazione mostra la massima chiusura».

In mattinata il ministro all'Integrazione Cécile Kyenge a proposito della situazione delle 24 famiglie bloccate in Congo con i figli adottivi ha ricordato: «La giurisprudenza congolese riconosce quelle coppie come genitori dei bambini, quello che manca è solo un nulla osta». Intervenendo a Uno Mattina, il ministro ha detto che si sta aspettando dalle autorità della Repubblica democratica del Congo la lista ufficiale delle coppie che a loro risultano a posto con le procedure e ha assicurato che l'Italia si sta muovendo presso tutti i livelli congolesi per risolvere il problema. «Ci sono coincidenze che mi sto ponendo anche come presidente della Commissione adozioni internazionali - ha concluso - questo tema, molto delicato, è passate sotto silenzio negli ultimi anni». Il ministro ha anche fornito le cifre delle adozioni internazionali in Italia: «L'anno scorso sono state 3.100 e le richieste erano state il doppio. Ora le richieste sono molto meno, a causa della crisi, dei costi elevati e dell'iter adottivo, che in media dura 23 mesi».

Sta prendendo una brutta piega, insomma, la storia delle 24 coppie italiane bloccate da inizio novembre in Repubblica democratica del Congo per adottare un bambino. «È una follia», ha commentato una delle mamme coinvolte rispondendo alle parole dell'ambasciatore Mariani, ricordando di avere completato «l'iter secondo le leggi congolesi» e di essere stata «autorizzata a venire» a Kinshasa. Il sito chiede di aiutare le famiglie a rientrare in Italia con i bambini adottati, firmando l'appello su Avaaz.org, che ha già raggiunto più di 9mila firme, per chiedere al ministro degli Esteri Emma Bonino e alla collega all'Integrazione Cecile Kyenge di intervenire concretamente. In mattinata, le famiglie adottive sono intervenute a Unomattina, in collegamento dal Congo e hanno invitato direttamente il ministro Kyenge a recarsi nel suo paese di nascita per risolvere la questione.

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