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Questo articolo è stato pubblicato il 30 gennaio 2014 alle ore 11:58.
L'ultima modifica è del 30 gennaio 2014 alle ore 12:37.

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Enrico Letta (Afp)Enrico Letta (Afp)

La diffusione della banda larga ha bisogno di un «fortissimo impulso pubblico». Lo ha detto il premier Enrico Letta, presentando il rapporto di Francesco Caio, responsabile dell'Agenda digitale, sulla rete e la banda larga. Per Letta serve «un'accelerazione che veda il governo attivo e particolarmente impegnato». Lo scorporo della rete Telecom? «È l'extrema ratio se non vengono raggiunti gli obiettivi di sviluppo della banda larga».

Tutti benvenuti in Italia ma solo se investono in banda larga
«Tutti sono benvenuti in Italia se investono nella banda larga», ha chiarito il premier, precisando che il rapporto Caio «non ha parlato di assetti proprietari». Letta non ha quindi commentato la proposta del magnate egiziano Naguib Sawiris di entrare in Telecom Italia.

I privati devono investire
Secondo il presidente del Consiglio, «investire in diffusione della larga banda é la grandissima priorità del Paese. I privati devono fare gli investimenti, ci aspettiamo che ne facciano di più di quanto fatto finora. Il compito del pubblico é duplice: deve costruire una matrice di impegni vincolanti e di obiettivi, basata su scadenze certe e scadenze periodiche con le quali verificare gli impegni dei privati. Questa matrice deve vedere l'impegno del Governo al massimo livello».

Le proposte del Rapporto
In una nota Palazzo Chigi sottolinea che in tre anni la nuova rete raggiungerà il 50% della popolazione. Il rapporto Caio individua alcune priorità: monitoraggio dei piani degli operatori, degli investimenti messi in campo e della copertura raggiunta anche per eventuali interventi correttivi. Occorre utilizzare i Fondi strutturali europei per assicurare a tutta la popolazione l'accesso alla rete a 30 Mbps entro il 2020 considerando un approccio bilanciato tra risorse infrastrutturali fisse, mobili, fisse wireless e anche satellitari. A questo fine il report raccomanda lo sviluppo di un Piano nazionale che in coordinamento con le Regioni permetta di avere l'accesso a questi fondi. Servono anche misure per ottimizzare gli investimenti, comprese la promozione della condivisione di investimenti infrastrutturali nel rispetto delle norme per gli aiuti di Stato e della concorrenza, fissati dall'Unione Europea, e iniziative per aumentare la disponibilità di spettro radio e l'efficienza del suo impiego. Servono misure per intervenire sul ritardo della domanda per i servizi a banda larga in Italia, considerando i programmi di alfabetizzazione digitale dell'Agenda

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