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Questo articolo è stato pubblicato il 04 febbraio 2014 alle ore 17:31.
L'ultima modifica è del 04 febbraio 2014 alle ore 17:51.

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Non era solo ostruzionismo quello praticato dal M5S nella bagarre avvenuta a Montecitorio il 29 e il 30 gennaio nel corso dell'esame del decreto Imu-Bankitalia: i Cinque Stelle volevano bloccare la Camera. È scritto nella relazione dei deputati questori che hanno analizzato gli episodi in aula e non solo di quei giorni. Dalla relazione emerge «come numerosi parlamentari» del Movimento 5 stelle «abbiano adottato comportamenti che, esulando da ogni forma legittima di ostruzionismo o di contestazione, sono stati finalizzati ad ostacolare materialmente, vale a dire attraverso forme fisiche di impedimento, il funzionamento degli organi parlamentari e a precludere ad altri deputati la possibilità di esercitare le proprie funzioni».

Comportamenti di estrema gravità
Secondo i questori Paolo Fontanelli e Gregorio Fontana «si tratta di comportamenti di estrema gravità, che non conoscono precedenti per le modalità del loro svolgimento». «Mai prima d'ora, infatti, erano stati messi in atto da parte di un gruppo così numeroso di deputati comportamenti volti a impedire fisicamente l'espressione del voto da parte degli altri deputati o la partecipazione ai lavori di un organo parlamentare». Il riferimento, in particolare, é ai fatti avvenuti a Montecitorio nelle commissioni Affari costituzionali e Giustizia della sera del 29 gennaio e della mattina del 30 gennaio, quando, secondo i due deputati, sono stati messi in atto «comportamenti finalizzati a interrompere e a impedire le sedute», e durante la seduta del 24 gennaio con «l'interruzione della votazione per appello nominale sulla questione di fiducia sul testo del dl Imu - Bankitalia mediante impedimento fisico dell'accesso al corridoio della votazione sottostante il banco della Presidenza». Per il primo dei due episodi Fontana e Fontanelli chiedono di sentire 12 deputati, per il secondo 23.

Contestato il comportamento di Dambruoso
Nella relazione il comportamento del deputato Stefano Dambruoso (Scelta civica) nella seduta del 29 gennaio scorso in Aula «è risultato estraneo alle funzioni da questi ricoperte» nella qualità di questore. I questori hano valutato di "eccezionale gravità" il comportamento di Dambruoso. Durante la riunione il vicepresidente della Camera Roberto Giachetti ha sottolineato l'opportunità che Dambruoso si dimetta da questore. Luigi Di Maio di M5S ha apprezzato la valutazione sulla situazione di Dambruoso espressa dai questori di Montecitorio. Dambruoso non ha partecipato alla riunione di oggi. La relazione spiega che Dambruoso «nell'intento di allontanare la deputata Lupo» dal banco del governo «protendeva il braccio destro colpendola con la mano tra il collo e il volto e sospingendola al centro dell'emiciclo . Ne nasceva un diverbio, durante il quale Dambruoso respingeva per due volte la deputata con le mani, mentre un assistente parlamentare si frapponeva trai due deputati».

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