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Questo articolo è stato pubblicato il 09 febbraio 2014 alle ore 18:51.

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Al centro dell'Europa, ma non membro dell'Unione europea, la Svizzera - che oggi ha reintrodotto con un voto popolare le quote sull'immigrazione - ospita una popolazione straniera pari al 23,3 % degli 8 milioni di abitanti del Paese.

Tra gli immigrati, gli italiani sono tra i più numerosi. A fine aprile 2013 la Svizzera contava infatti 1.846.500 stranieri domiciliati (57.175 in più rispetto all'anno precedente), due terzi dei quali provenivano da stati dell'Unione europea e dell'Associazione europea di libero scambio (Efta), secondo le statistiche ufficiali.

I gruppi più cospicui sono quelli degli italiani (circa 290mila) e dei tedeschi (più di 280mila), ciascuno dei quali con una quota del 16%, seguiti dai portoghesi (13%). Dall'introduzione dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone con l'Ue, nel 2002, il bilancio migratorio è stato particolarmente importante con la Germania (circa 16.100 persone all'anno) e il Portogallo (circa 8.700 persone all'anno), ma il maggior aumento del numero d'immigrati tra il 2011 e il 2012 è stato osservato tra le persone provenienti dai Paesi dell'Europa meridionale, ovvero da Grecia (+44,8%), Spagna (+36,2%) e Italia (+28,1%).

La Svizzera ed il suo benessere economico attirano inoltre molti frontalieri dai Paesi confinanti ed in particolare da Germania (56.920), la Francia (145mila) e l'Italia, oltre 65mila quasi tutti in Ticino. La manodopera straniera è considerata un elemento importante del mercato del lavoro svizzero ed i lavoratori stranieri svolgono un ruolo importante nel settore secondario, dove rappresentano il 37% degli attivi occupati (2011) contro il 26% nel terziario.

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