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Questo articolo è stato pubblicato il 12 febbraio 2014 alle ore 15:02.
L'ultima modifica è del 12 febbraio 2014 alle ore 17:39.

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«In relazione alla prima fase di privatizzazione, che si intende concludere entro l'anno, ritengo possa essere considerata attendibile una stima complessiva di benefici finanziari per lo Stato dell'ordine di 8-9 miliardi di euro». Lo ha detto il ministro dell'Economia Fabrizio Saccomanni in un'audizione al Senato sulla privatizzazione di Poste italiane ed Enav.

Il governo, ha poi aggiunto, «guarda con favore a ipotesi di dismissione di partecipazioni che potranno essere realizzate da proprie società controllate». Saccomanni ha precisato che «il riferimento è a Ferrovie dello Stato e a Cassa depositi e prestiti, in particolare con l'apertura al capitale privato di Fincantieri».

Importi modesti per il debito, ma va dato segnale all'Ue
La «più importante» delle motivazioni che hanno spinto l'Italia a procedere con la dismissione di aziende pubbliche è «l'esigenza di ridurre in modo consistente il debito pubblico» ha chiarito il ministro dell'Economia. Dalle privatizzazioni «è vero che ci saranno importi modesti rispetto al debito, ma credo che vada dato un segnale all'Europa e a noi stessi che stiamo cercando di trovare modi per ridurre il debito diversi dal taglio della spesa pubblica o dell'aumento dell'imposizione».

Tempi brevi per Poste ed Enav
Sui tempi ha assicurato che il governo vuole chiudere le operazioni di vendita delle azioni di Poste ed Enav «nel miglior modo possibile e in tempi brevi». Ovviamente, si dovrà tenere conto «della situazione dei mercati finanziari nei mesi in cui si procederà all'esecuzione delle due operazioni». Il ministero dell'Economia conta di nominare «a breve» i consulenti legali e finanziari. Il Tesoro «ha attivato la selezione del consulente finanziario e del consulente legale per la quotazione di Poste italiane - ha spiegato Saccomanni - a breve tali consulenti verranno nominati e si potranno pertanto avviare, insieme alla società, le necessarie iniziative funzionali alla realizzazione dell'operazione. In tempi brevi - ha aggiunto - sarà altresì attivata dal Ministero la selezione del consulente legale e di quello finanziario relativamente all'operazione Enav».

Controllo pubblico garantisce obiettivi strategici
«Mantenendo il controllo pubblico» per Poste ed Enav non si compromettono «gli obiettivi strategici» ha chiarito il ministro. «Non credo - ha aggiunto - che la vendita di parte del capitale possa comportare effetti negativi».

Per Poste interesse stranieri
Il governo, ha poi aggiunto, è favorevole alla «partecipazione dei dipendenti di Poste Italiane ed Enav e dei rispettivi gruppi » all'operazione di privatizzazione «mediante incentivi» ha detto Saccomanni . «Potranno così essere previste quote dell'offerta riservate ai dipendenti (tranche dell'offerta riservata e lotti minimi garantiti) - ha aggiunto- specifiche modalità di finanziamento all'atto della sottoscrizione e forme incentivanti in termini di prezzo (ad esempio, come in precedenti operazioni di privatizzazione, bonus share maggiroata rispetto al pubblico retail)». Quanto alla possibile concessione di condizioni privilegiate ai correntisti ha precisato: «In linea di principio direi di no, ma non è escluso» aggiungendo comunque che proprio da parte dei correntisti arrivano richieste di acquisto di azioni. Comunque, ha aggiunto «abbiamo indicazioni di alto interesse da parte di investitori istituzionali italiani ed esteri».

Possibile dismissione in futuro di ulteriori quote Poste eEnav
Per Saccomanni è possibile inoltre che altre quote di Poste e Enav siano dismesse nel futuro. «Regolamentare, in fase di avvio, la dismissione di quote di minoranza non preclude al Governo la possibilità di dismettere in futuro ulteriori quote» di Poste Italiane ed Enav ha precisato. In particolare, ha aggiunto, il processo di privatizzazione di Poste Italiane, così come avvenuto per altri operatori postali europei, «potrebbe determinare ulteriori processi di miglioramento delle performance aziendali nei prossimi anni, con conseguente crescita del gruppo Poste che potrà beneficiare anche di un nuovo canale di approvvigionamento (la Borsa) per il supporto delle proprie strategie di sviluppo e rafforzamento competitivo».

Privatizzazione con aumento di capitale per Fincantieri
Per Fincantieri «la riduzione della quota di partecipazione dello Stato potrebbe discendere da un aumento di capitale della società da realizzarsi contestualmente all'operazione di quotazione» ha chiarito il titolare di via XX settembre. «La società - ha aggiunto - risulterebbe rafforzata dal punto di vista finanziario e patrimoniale, le accresciute risorse potrebbero favorire il potenziamento della strategia industriale».

In passato dalle privatizzazioni introiti per 100 miliardi
Il programma di privatizzazioni realizzato in Italia tra il 1992 e il 2005 «ha interessato circa 30 aziende pubbliche, determinando introiti complessivi per lo Stato per circa 100 miliardi di euro». È la stima fornita dal ministro dell'Economia. «La risultante riduzione del debito ha determinato una minore spesa per interessi nell'ordine di 30 miliardi in termini cumulati», ha aggiunto il ministro che ha ricordato che «l'incidenza del debito sul prodotto é diminuita dal 121,2% del 1994 al 105,7 del 2005».



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