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Questo articolo è stato pubblicato il 24 febbraio 2014 alle ore 06:45.

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Una brutta pagina sul modo di gestire le agevolazioni in favore delle imprese è il caso del brusco stop alla «piccola mobilità».
Per i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità in seguito a un licenziamento non collettivo, ma individuale, per giustificato motivo oggettivo, nelle aziende con meno di 15 dipendenti, il decreto legge 148/1993, aveva previsto la possibilità di iscriversi nelle liste, in deroga a quanto stabilito dalla legge 223/1991.
L'iscrizione avrebbe comportato, a favore delle aziende che procedevano all'assunzione di questi lavoratori, la possibilità di fruire delle stesse agevolazioni previste dalla legge 223/91 sulla base di stanziamenti definiti anno per anno.
Questa opportunità è stata prorogata ininterrottamente fino al 2012.
La revoca dal 2013
Per il 2013, però, non c'è stato alcuno stanziamento e l'Inps, con la circolare 13/2013, ha comunicato che non avrebbe riconosciuto nessun beneficio per i lavoratori: né per quelli assunti nel 2013, né per quelli con un contratto, stipulato a tempo determinato nel 2012, che fosse stato prorogato e/o trasformato a tempo indeterminato nel 2013.
Più tardi, con la circolare 150/2013, l'Inps ha ulteriormente precisato che per effetto del mancato stanziamento delle risorse, i benefici non potevano essere riconosciuti neanche per i lavoratori assunti nel 2012 il cui rapporto proseguiva nel 2013, gelando così le aspettative delle aziende che, al momento dell'assunzione, contavano legittimamente su una durata del beneficio per un periodo da 18 a 24 mesi.
Un successivo messaggio ha cercato di tranquillizzare le aziende, assicurando che l'istituto, in attesa di precisazioni da parte del ministero del Lavoro, non avrebbe provveduto a recuperare gli importi pregressi. Il rischio, però, esiste.
La mancata compensazione
A parziale compensazione del l'agevolazione sparita, l'ex ministro del Lavoro Elsa Fornero riuscì a far stanziare la modesta cifra di 20 milioni, da erogare alle aziende che avrebbero assunto, nel 2013, a tempo determinato o indeterminato, anche part-time o a scopo di somministrazione, lavoratori licenziati nei 12 mesi precedenti l'assunzione (decreto direttoriale del ministero del Lavoro 264 del 19 aprile 2013, come modificato dal decreto direttoriale 390 del 3 giugno 2013).
L'incentivo è pari a 190 euro mensili (riproporzionati se il contratto è part-time) per un periodo di dodici mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato, e di sei mesi in caso di assunzione a tempo determinato.
Deve essere richiesto entro 30 giorni dalla data di pubblicazione sul sito internet dell'Inps della circolare esplicativa oppure, in caso di assunzione successiva alla pubblicazione della circolare, entro 30 giorni dalla data dell'assunzione. La circolare esplicativa, però, non è stata ancora stata pubblicata.

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