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Questo articolo è stato pubblicato il 24 febbraio 2014 alle ore 15:00.
L'ultima modifica è del 24 febbraio 2014 alle ore 19:31.

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La Banca di Grecia (Ansa)La Banca di Grecia (Ansa)

Le banche potrebbero essere il nuovo buco nero della Grecia? È possibile visto che oggi i rappresentanti della troika - Ue, Bce, Fmi - ritornano ad Atene per la prima volta dal dicembre scorso per un'altra difficile verifica del secondo programma di salvataggio che implica il rilascio di una tranche di 8,8 miliardi di euro entro l'eurogruppo del 10 marzo, e per parlare di ricapitalizzazione delle banche.

Proprio su questo tema incandescente è scontro duro di cifre tra Governo Samaras e troika, sulle dimensioni della ciambella di salvataggio da lanciare agli istituti che sono andati in crisi a causa dei loro investimenti in bond governativi ellenici, obbligazioni che hanno subito il maggior haircut della storia moderna, pari a 100 miliardi di euro. Un evento che ha avuto effetti devastanti sui bilanci e i patrimoni delle banche greche.

Lo scontro di cifre è riportato dal Financial Times online, che spiega che secondo le autorità elleniche il settore bancario nazionale necessiterebbe di meno di 6 miliardi di euro di capitali freschi mentre per la troika la somma necessaria sarebbe più vicina ai 20 miliardi di euro. Una bella differenza anche se sul piatto ci sono già pronti, senza nuove richieste o autorizzazioni, 50 miliardi per la ricapitalizzazione, di cui utilizzati per ora in estate solo 28 miliardi.

La Banca di Grecia non ha ancora reso noto i risultati degli stress test e gli analisti attendono di capire se le esigenze di capitale saranno basate su uno scenario avverso che assume altri due anni di recessione oppure da una previsione di ripresa dall'anno prossimo, o se il rapporto di capitale richiesto potrà essere ridotto a 8 dal 9 per cento. In ogni caso il governatore della banca centrale greca, George Provopoulos, è andato in Parlamento il mese scorso dove ha reso noto che le quattro maggiori banche greche avevano bisogno di capitale aggiuntivo, ma non ha specificato le cifre in gioco.

Un banchiere greco ha spiegato all'Ft che le previsioni del governo si basano su un ritorno in attivo della banche elleniche l'anno prossimo (e qui sta il punto di divergenza con la Troika), mentre per i creditori internazionali si tratta di uno scenario troppo ottimista, considerando che sono in rapida ascesa le sofferenze bancarie.

Uno scontro prolungato, scrive il quotidiano britannico, potrebbe mettere in pericolo la ripresa dell'economia greca quest'anno, con le banche elleniche che stanno chiudendo i rubinetti del credito alle imprese (credit crunch) in attesa di una ricapitalizzazione. E proprio a causa di questa lite, è slittata la privatizzazione di Eurobank, quarto istituto di credito del Paese, molto radicato a livello internazionale nei Balcani e in Est Europa.

La Banca centrale di Grecia ha condotto un secondo stress test sulle quattro banche più importanti - la Banca Nazionale, l'Alpha Bank, la Piraeus Bank e l'Eurobank - per verificare se i 28 miliardi di euro di ricapitalizzazione effettuata la scorsa estate sia sufficiente ad affrontare shock futuri su prestititi in sofferenza che continuano ad aumentare.

Le quattro banche controllano circa il 90% del mercato bancario del paese mediterraneo e sono in maggioranza di proprietà del Financial Stability Fund ellenica (Hfsf), un veicolo pubblico varato in tutta fretta dai creditori internazionali, per il salvataggio delle banche greche, finanziato con 50 miliardi di euro derivanti dal piano di salvataggio del paese mediterraneo.

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