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Questo articolo è stato pubblicato il 24 febbraio 2014 alle ore 13:51.
L'ultima modifica è del 24 febbraio 2014 alle ore 15:50.

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Il cardinale George Pell (Ansa)Il cardinale George Pell (Ansa)

Parte (concretamente) la riforma della Curia, a meno di un anno dall'elezione di Francesco. E il Papa inizia dalle finanze pontificie, istituendo un super-ministero delle finanze – la definizione ufficiale è "Segreteria per l'economia" - con a capo il cardinale George Pell, arcivescovo di Sidney, uno dei componenti del C-8, il comitato dei porporati incaricati della riforma che si è riunito la scorsa settimana e aveva consegnato a Bergoglio le prime proposte. Il presidente sarà assistito nel lavoro da un segretario generale, di prossima nomina. Accanto alla Segreteria il 'Motu Proprio' papale anche la nascita del Consiglio per l'Economia composto da 15 membri, di cui 8 cardinali o vescovi e 7 laici, tutti ancora da nominare. In particolare nel Super-ministero saranno accentrate le competenza su tutte le attività economiche e finanziarie della Santa Sede e della Città del Vaticano, preparerà il budget annuale e la pianificazione finanziaria delle varie funzioni di supporto, quali le risorse umane e l'approvvigionamento. Insomma, una rivoluzione, visto che fino ad oggi ogni ente o dicastero aveva un'autonomia molto ampia nella gestione delle risorse, tema questo sollevato dalla commissione referente istituita dal Pontefice.

L'Apsa – dicastero chiave perla gestione delle risorse immobiliari e finanziarie – vede confermato il ruolo di "banca centrale del Vaticano", definizione che per la verità è la prima volta che viene usata ufficialmente, mentre l'Aif continuerà a svolgere il suo ruolo di vigilanza prudenziale: la nota non fa alcuna menzione allo Ior, a conferma che il lavoro ispettivo e istruttorio sulla banca vaticana ancora non à finito. In parallelo finisce il suo compito il consiglio dei 15 cardinali, che fino ad oggi aveva avuto compiti soprattutto sul bilancio. "II Santo Padre ha costituito una nuova struttura di coordinamento per gli affari economici e amministrativi della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano", ha spiegato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. Il motu proprio del Papa verrà pubblicato nel pomeriggio dall'Osservatore Romano. L'annuncio odierno "giunge in seguito alle raccomandazioni della rigorosa revisione condotta dalla Commissione Referente di Studio e di Indirizzo sull'Organizzazione della Struttura Economico - Amministrativa della Santa Sede (Cosea). Esse sono state esaminate e approvate sia dal Consiglio di Cardinali istituito per consigliare il Santo Padre sulla riforma della Curia Romana", il cosiddetto "C8" che si è riunito da lunedì a mercoledì scorso, "sia dal Consiglio di 15 Cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa Sede", riunito oggi. Le modifiche "consentiranno il coinvolgimento più esplicito di esperti di alto livello di esperienza in amministrazione finanziaria, pianificazione e reporting. Esse garantiranno una migliore utilizzazione delle risorse, migliorando il supporto disponibile per vari programmi, in particolare quelli rivolti al lavoro con i poveri e gli emarginati".

Le nuove disposizioni comprendono poi la nomina di un Revisore Generale, nominato dal Santo Padre, che sarà dotato del potere di svolgere revisioni di qualsiasi agenzia o istituzione della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. La Prefettura per gli Affari economici (una sorta di ministero del bilancio) guidata attualmente dal cardinale Giuseppe Versaldi, "viene ad essere in rapporto con il revisore", ha spiegato Lombardi rispondendo alle domande dei giornalisti. "E' stato chiesto al Prefetto della nuova Segreteria per l'Economia - conclude la nota - di iniziare il suo compito il più presto possibile. Egli preparerà gli Statuti finali e le altre questioni connesse con l'assistenza dei consiglieri necessari e lavorerà con la COSEA per completare l'attuazione di tali disposizioni approvate dal Santo Padre". Non è ancora stato deciso se il cardinale Pell, uno degli otto cardinali consiglieri del Papa, rimarrà arcivescovo di Sidney. Nessuna menzione specifica sia sul Governatorato che su Propaganda Fide, sui quali evidentemente devono essere prese decisioni.

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