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Questo articolo è stato pubblicato il 24 febbraio 2014 alle ore 20:08.
L'ultima modifica è del 24 febbraio 2014 alle ore 20:09.

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Un danno economico notevole ma anche di immagine e di prestigio internazionale. Se, a causa di un'agitazione sindacale, salterà la prima della Manon Lescaut diretta dal maestro Riccardo Muti al Teatro dell'Opera il sindaco di Roma Ignazio Marino potrebbe ricorrere anche alla liquidazione del Teatro. Lo si apprende da fonti del Campidoglio.
L'opzione della liquidazione del Teatro dell'Opera sarebbe presa in considerazione dal sindaco Ignazio Marino perchè «il far saltare la prima della Manon il 27 febbraio metterebbe in pericolo il processo di necessario risanamento economico del Teatro dell'Opera grazie all'adesione alla legge Bray». Dunque, pur salvaguardando il diritto di sciopero il sindaco non escluderebbe un'azione drastica seppur dolorosa come lo strumento della liquidazione. Prevista dalla legge, su cui poi avviare un processo di ricostruzione. In questo caso estremo, l'intenzione è ricorrere a bandi internazionali aperti alle attuali maestranze e a personalità della scena mondiale. Ma il sindaco auspica che la situazione trovi una risoluzione meno traumatica, «grazie agli strumenti già dati dal Mibac».

Buco 2013 da 10 milioni

«Abbiamo trovato un buco nei conti di 10 milioni» aveva annunciato il neo sovrintendente dell'ente lirico Carlo Fuortes nel suo insediamento. A cui si aggiunge un patrimonio netto negativo per 9,6 milioni e un indebitamento netto da 25,7 milioni. «Una situazione gravissima» sottolineava Fuortes dicendosi tuttavia «ottimista sulla possibilità di azzerare l'indebitamento e riportare in equilibrio il bilancio».

Cgil, Fials, Libersind annunciano ulteriori azioni di lotta

Le rappresentanze sindacali aziendali del teatro «nell'ambito della mobilitazione dei lavoratori contro il grave progetto di destrutturazione e di declassamento del teatro che ha già portato all'annullamento della prima rappresentazione del dittico di Ravel del 30 gennaio scorso e del concerto sinfonico corale del 31 gennaio, convocano una conferenza stampa a roma per martedì alle 12 presso il centro congressi di via Cavour 50/a». Lo si legge nella nota congiunta di Slc-Cgil, Fials-Cisal e Libersind-Confsal.
Nel corso della conferenza stampa, prosegue la nota , saranno annunciate «ulteriori azioni di lotta e sensibilizzazione contro tale nefasto percorso di desertificazione culturale (che potrebbero arrivare al blocco di tutte le prossime recite previste), e verranno illustrate possibili soluzioni, iniziative e proposte che permetterebbero invece di garantire la capacità produttiva e le condizioni lavorative professionali necessarie per mantenere un livello di eccellenza di produzione di lirica e balletto degno del teatro della capitale. Inoltre, verranno esposti gravi fatti e situazioni che evidenziano anomalie gestionali in corso e scelte organizzative e artistiche che sono cause di aggravi di spesa».

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