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Questo articolo è stato pubblicato il 10 marzo 2014 alle ore 15:03.

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Anche se Papa Francesco vuole "una Chiesa povera per i poveri", proprio in Vaticano c'è un posto che induce nella tentazione del lusso. Lo chiamano il "magazzino", ma per il Times di Londra è forse "il più esclusivo negozio duty-free del mondo". Vende quanto di più appetibile c'è nella fascia alta del mercato, dalle mega-tv a schermo piatto ai completi di Armani.

Il corrispondente del quotidiano londinese James Bone sembra colpito dall'esistenza nella capitale della cristianità di questo emporio a tre piani, "nascosto nelle mura proibite di Città del Vaticano, accessibile solo a chi ha una tessera speciale". Questa bengodi vende prodotti di lusso ai prelati e al loro staff. A Roma molti conoscono il duty-free e se hanno amici in possesso della preziosa tessera talvolta chiedono il favore di un acquisto di lusso esentasse.

I dipendenti del Vaticano – e "nessun altro", scrive il Times – possono rifornirsi a prezzi duty-free di borse Salvatore Ferragamo, profumi Chanel e bigiotteria Swarovsky. "C'è anche un angolo speciale per le scarpe inglesi Church's", nota Bones. E aggiunge che, nonostante gli appelli per una Chiesa povera di Papa Francesco, il negozio vende anche home theatre Sony da 2.749 euro. Sono in vendita anche mutandine di pizzo, "anche se sicuramente non per le suore".

Per il Times il "magazzino" – che un tempo ospitava un museo filatelico - è una delle tante curiosità della vita quotidiana del più piccolo Stato del mondo. Stando all'ultimo conteggio, il Vaticano ha appena 238 residenti, quasi per metà guardie svizzere "in costumi rinascimentali".

"Talvolta per il Vaticano è d'aiuto essere così piccolo", osserva Bones, ricordando che quando l'Onu ha chiesto di fare di più contro gli abusi sui bambini da parte dei preti, la Santa Sede ha risposto di essere legalmente responsabile solo per i bambini che vivono sotto la sua giurisdizione, attualmente 31.
Come un Paese normale – racconta il Times - anche il Vaticano ha i suoi pompieri, stazioni di servizio, un servizio sanitario, un ufficio postale e targhe automobilistiche. Ogni giorno 5.000 persone vengono in Vaticano per lavorare nei giardini o negli uffici. Oltre al "magazzino" di beni di lusso, i dipendenti vaticani hanno un supermercato, chiamato "annona", con una scelta di vini così ampia "da fare sfigurare Sainsbury", una nota catena di supermercati del Regno Unito. E niente è tassato.

Per un estraneo, c'è solo un modo per entrare in Vaticano senza essere scortati: avere una ricetta medica e andare nella farmacia vaticana, dove sono in vendita farmaci ancora non disponibili in Italia.
Il Times fa notare che Papa Francesco ha scelto di vivere a Casa Santa Marta e non nei lussuosi appartamenti papali. Il "Papa dei poveri" ha anche detto di sentirsi male quando vede un prete alla guida di un'auto ultimo modello.
Nella nuova era della "Chiesa povera", osserva il quotidiano, c'è un crescente dibattito sull'opportunità che il Vaticano venda ancora prodotti di lusso. Qualcuno – conclude il Times - dice che Francesco chiuderà il "magazzino" per destinarlo a "un uso più cristiano".

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