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Questo articolo è stato pubblicato il 23 marzo 2014 alle ore 18:22.
L'ultima modifica è del 24 marzo 2014 alle ore 13:05.

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Gottfried TappeinerGottfried Tappeiner

«Non mi sento nella posizione per rappresentare la società all'esterno». Lo scandalo dei vitalizi d'oro per i consiglieri regionali scoppiato un mese fa in Trentino Alto Adige fa un'altra vittima, ma non è un politico. Si è dimesso infatti Gottfried Tappeiner, il presidente del centrum Pensplan (la struttura regionale sulla previdenza complementare) autore del "parere tecnico" su aspettativa di vita e tassi che aveva sorretto il super-regalo: 90 milioni di euro a 130 ex consiglieri regionali.

Per un paradosso non proprio inedito nelle tante storie di spese pazze delle Regioni, il «win for life» in salsa trentina è un figlio illegittimo di una mossa classica nelle manovre sui costi della politica, cioè il passaggio dal più generoso sistema retributivo al più equilibrato sistema contributivo (tanto versi, tanto ricevi) nel calcolo dei vitalizi agli ex politici regionali. Ex politici che però, per "aiutare" questo passaggio, sarebbero stati indennizzati con un meccanismo parametrato su aspettativa di vita, tassi di sconto e altri moltiplicatori firmati proprio da Tappeiner, che numeri alla mano si è rivelato generosissimo: i 130 ex consiglieri si dividerebbero 90 milioni di euro, con assegni singoli che per gli esponenti dal curriculum più lungo in consiglio regionale superano il milione di euro. Tra i primatisti Eva Klotz, leader della comunità germanofona e teorica della secessione del Tirolo per annetterlo all'Austria, che ha già ricevuto 435mila euro e ne attende altri 710mila nel 2018.

Il sistema era stato costruito nella scorsa legislatura regionale, e i premi sarebbero arrivati in silenzio agli interessati se l'«Alto Adige», il quotidiano di Bolzano, non li avesse svelati e il consigliere del Movimento 5 Stelle Paul Koellensperger non avesse messo alle strette il consiglio con due interrogazioni sui super-vitalizi. Travolto dalla botta d'immagine, peggiorata poi dai giocattoli erotici messi in nota spese dai consiglieri dei Freiheitlichen (partito della destra altoatesina di lingua tedesca), il consiglio presieduto da Diego Moltrer sta provando ora a fare marcia indietro e ha chiesto a un altro tecnico, il giurista dell'università di Trento Luca Nogler, come si fa a stoppare la regola e a riprendersi le somme già erogate.

Non è facile. Anche perché, come accennato sopra, i super-premi sono stati pensati per facilitare il passaggio al nuovo regime anche degli ex politici che già incassano i vitalizi gonfiati dal retributivo. Per convincerli, è stato studiato un sistema per compensare le mancate entrate future che sarebbero derivate dalla rinuncia all'assegno basato sul vecchio metodo, impratica calcolando la differenza fra i due importi e moltiplicandola per l'aspettativa di vita, l'inflazione e così via. Gottfried Tappeiner ha fatto i conti, e per questo è finito al centro del ciclone che ora ha portato alle sue dimissioni.

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