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Questo articolo è stato pubblicato il 08 aprile 2014 alle ore 16:31.
L'ultima modifica è del 08 aprile 2014 alle ore 18:23.

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Claudia Ferrazzi, che tra gli altri incarichi ha ricoperto quello di vice amministratrice generale del Louvre e ora è segretaria generale dell'Accademia di Francia a Roma, Jane Thompson, architetto britannico con un lunga esperienza nel management dei beni culturali, Beatrice Buscaroli, con all'attivo diversi incarichi di direzione artistica di spazi culturali nonché di organizzazione di mostre: sono i nuovi componenti del Consiglio superiore dei beni culturali che il ministro Dario Franceschini ha scelto per sostituire Francesco Maria De Sanctis, Antonio Paolucci e Claudio Bosio, tutti e tre dimissionari nell'autunno scorso.

In questo modo il Consiglio superiore, organo consultivo del ministero in materia culturale e paesaggistica, può riprendere a funzionare a pieno regime almeno fino al 25 luglio prossimo, quando scadrà. Insieme alle tre nuove nomine, Franceschini ha deciso di conferire l'incarico di presidente del Consiglio - fino a novembre scorso ricoperto da De Sanctis - a Giuliano Volpe, attuale componente dell'organismo.

Nel corso della presentazione del nuovo organigramma del Consiglio, il ministro dei Beni culturali ha avuto modo di annunciare che è allo studio la possibilità di introdurre incentivi fiscali per privati e imprese che vogliano aiutare il patrimonio. Franceschini guarda con interesse sia al modello francese di agevolazioni sia a Ercolano, sito quest'ultimo "sponsorizzato" dal mecenate David Woodley Packard, figlio del co-fondatore dell'azienda informatica Hewlett Packard, con il suo Hercolaneum conservation project. A proposito dell'esperienza dell'area archeologica campana, il ministro ha detto di voler predisporre una convenzione tipo sul modello di quella già adottata a Ercolano, così che la si possa sottoporre agli imprenditori. «A quel punto - ha affermato Franceschini - capiremo chi vuole effettivamente finanziare la cultura».

Sempre in tema di contributi privati è invece ancora al palo - «stiamo lavorando, si è limitato a commentare il ministro» - la novità contenuta nella legge Valore cultura (legge 112/2013) che, all'articolo 12, ha previsto un meccanismo semplificato per le donazioni sotto i 10mila euro. Il decreto attuativo sarebbe dovuto arrivare entro il 9 gennaio e invece è ancora in fieri, oggetto di discussione tra Beni culturali ed Economia. Quello dell'attuazione è, tuttavia, un problema che coinvolge l'intera legge Valore cultura, che attende ancora la maggior parte dei decreti (tutti ampiamente scaduti) che la rendano operativa.

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