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Questo articolo è stato pubblicato il 22 aprile 2014 alle ore 07:17.
L'ultima modifica è del 22 aprile 2014 alle ore 07:49.

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(Corbis)(Corbis)

Non è impossibile, se si dispone di somme importanti. Anche in un Paese ormai non particolarmente "amico" degli investimenti (la tassazione delle rendite finanziarie è balzata dal 12,5% al 26% in due anni e mezzo, titoli di Stato a parte), vivere di rendita facendo fruttare i propri risparmi non è un sogno. Soppesando accuratamente le componenti del proprio portafoglio in base all'età, al profilo di rischio e alle personali necessità reddituali.

Ci sono però alcune importanti avvertenze che valgono per tutti, come ricorda Raffaele Zenti, fondatore di Advise Only e responsabile dell'ufficio financial strategies group. In primo luogo diversificare i propri investimenti, frazionando i rischi anche su base internazionale e valutaria, poiché anche gli Stati possono fallire.

In secondo luogo bisogna puntare su strumenti con cedole e dividendi alti, in grado di generare reddito con una certa regolarità. Che possano, insomma, garantire un flusso di entrate a scadenze certe, come avviene per lo stipendio o la pensione.

Attenzione, terza regola d'oro, anche alla protezione dall'inflazione, l'aumento dei prezzi che "mangia" il potere d'acquisto: anche se al momento l'Italia sfiora la deflazione, la dinamica del caro prezzi potrebbe tornare a crescere. Il nemico da sconfiggere, in particolare, è l'inflazione del Paese nel quale verrà speso il reddito.

Quarta buona norma è quella di costruirsi un portafoglio con strumenti liquidi, ossia che si possono vendere in caso di necessità. Niente immobili quindi, perché come ha dimostrato la recente crisi sono intrinsecamente illiquidi: quando i prezzi crollano non è facile venderli (se non "sottocosto").

Last but not least, non cercare di fare i fenomeni con ritorni a doppia cifra: è sufficiente una crescita moderata del capitale, che garantisca cedole periodiche, una protezione dall'inflazione e soprattutto eviti di bruciare il capitale nei periodici "cigni neri" che colpiscono le Borse.

L'obiettivo del "vivere di rendita" può significare anche integrare la pensione, presente o futura: come sottolinea Giuseppe Romano, direttore dell'ufficio studi e ricerche di Consultique, «l'analisi della situazione previdenziale e la quantificazione dei gap pensionistici, ai fini del mantenimento del tenore di vita desiderato al termine dell'attività lavorativa, determinano le eventuali risorse da dedicare a questo obiettivo».

Ma vediamo più in dettaglio cinque portafogli costruiti dall'ufficio studi di Consultique per altrettanti profili pronti a "vivere di rendita".

CINQUE PORTAFOGLI POSSIBILI PER VIVERE DI RENDITA

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