Italia

Arrestato ancora il prof Micalizzi. L'accusa? Truffa da 600 milioni…

  • Abbonati
  • Accedi
falsi bond e fidejussioni

Arrestato ancora il prof Micalizzi. L'accusa? Truffa da 600 milioni di euro a danno di Snam, Pirelli, JpMorgan, Nomura, Ubi e Ubs

La sede della finanziaria? In una roulotte in Nevada. I bond? Carta straccia. Alberto Micalizzi, 45 anni, ex ricercatore di finanza aziendale all'università Bocconi (si è autosospeso nel 2011 e poi è stato sospeso dalla Bocconi nel 2013) è stato arrestato con l'accusa di associazione per delinquere e truffa. Una truffa internazionale che avrebbe creato danni per 700 milioni di euro a multinazionali e banche internazionali, come Snam, Pirelli, JpMorgan, Ubi banca, Simgest, banca Nomura e Ubs.

L'ex professore sarebbe riuscito a movimentare falsi bond per miliardi di dollari attraverso false fidejussioni. Secondo le indagini coordinate dai pm di Milano Tiziana Siciliano e Alfredo Robledo, Micalizzi avrebbe "promosso" due associazioni per delinquere finalizzate a una serie di truffe finanziarie. Il gip Stefania Pepe ha firmato 15 ordinanze di custodia cautelare, di cui otto in carcere. Nell'inchiesta sono indagate una cinquantina di persone.

Le due truffe
Il «Madoff della Bocconi» arrestato oggi dalla Guardia di Finanza, avrebbe promosso «due sodalizi criminosi dediti alla consumazione di un numero indeterminato di delitti di truffa in danno di investitori nazionali ed esteri, sottoscrittori di quote di fondi di investimento, e in danno di istituti di credito e di società finanziarie, attraverso la presentazione di falsa documentazione bancaria (fideiussioni bancarie e/o estratti conti)». Secondo il gip, Micalizzi «rappresenta il dominus e il collante dei due sodalizi e dei singoli episodi criminosi, tra loro intimamente connessi». Con il primo "sodalizio" criminale, a cui avrebbero preso parte anche dei russi e dei turchi, avrebbe fatto girare falsi bond raggirando per diversi milioni di euro investitori come Ubi Banca e Simgest. Con il secondo, invece, il professore avrebbe realizzato una serie di truffe con false fideiussioni a banche estere, società e finanziarie americane. Truffata, per 100 milioni, anche Banca Nomura.La cifra non è contestata nelle imputazioni, ma emerge dalle indagini.

Gli inquirenti, infatti, hanno contestato nelle imputazioni solo le truffe nei confronti di investitori istituzionali italiani che ammontano ad un totale di circa 250 milioni di euro, lasciando, invece, l'iniziativa giudiziaria ai singoli Paesi esteri per quanto riguarda le società e la banche estere truffate. Nel complesso le truffe messe a segno da Micalizzi e dalle sue 'bande' sfiorano i 700 milioni di euro.

Micalizzi, con il primo gruppo, attraverso un falso bond da 10 miliardi di dollari, avrebbe truffato Banca Nomura per 100 milioni, la Fiduciaria Orefici per 25 milioni di euro, Ubi Banca per 25 milioni, Independent Global Managers per 5 milioni, Simgest per 3 milioni, più anche altre società e banche, tra cui Carige, per cifre non ancora quantificate.

Con la seconda operazione il ricercatore della Bocconi attraverso false fideiussioni, avrebbe truffato Russian Agricultural Bank per 20 milioni, JpMorgan per 20 milioni, la finanziaria Ker Capital Inc per 61 milioni, Pirelli per 11 milioni, Ubs di Monaco per 6 milioni, Snam Rete Gas per 30 milioni.

Gli inquirenti non sono riusciti a capire che fine abbiano fatto tutti i soldi che Micalizzi si sarebbe intascato grazie alle truffe. Si sa soltanto che 40 milioni di euro circa sarebbero stati trasferiti in Cina.

Truffato anche l'avvocato inglese
Micalizzi, avrebbe anche truffato il suo avvocato inglese che lo seguiva in una causa in Gran Bretagna pagandolo con 60mila sterline in fideiussioni false. Sempre secondo quanto emerso dall'inchiesta la sede della società statunitense Asseterra, considerata dai pm la centrale operativa per architettare le truffe messe a segno attraverso un falso bond da 10 miliardi di dollari, era in una roulotte che si trovava in un parcheggio in Nevada.

La rete del professore
Era una rete globale di società e professionisti, che si estendeva dagli Stati Uniti all'Australia passando anche per gli Emirati Arabi Uniti, la Svizzera e il Lussemburgo, quella creata dal professor Micalizzi. Ordinanze d'arresto anche per il manager di una società statunitense, per il responsabile di società australiane e per un avvocato svizzero.
Un 'enfant prodige' capace di creare un modello finanziario, di investire attraverso la sua società di gestione di hedge fund Dynamic Decisions Capital Management con sede a Londra nei mercati piu' complicati, ma anche di fronte alla crisi del 2008 che vede il fallimento della Lehman Brothers di 'inventarsi' una soluzione per restituire i capitali investiti.

Il bond da 10 miliardi di dollari e la roulotte nel Nevada
E' dopo il crack Lehman che Micalizzi si affida a un bond statunitense, da 10 miliardi di dollari e legato alla quotazione del petrolio. La società Asseterra, emerge nell'inchiesta coordinata dai pm Alfredo Robledo e Tiziana Siciliano, ha sede in una roulotte in Nevada, negli Stati Uniti. Un particolare sconosciuto agli investitori a cui l'ex docente fornisce per alcuni mesi Nav falsificati (i certificati sui rendimenti), mostrando utili invece di perdite e continuando così ad attirare investitori.

Un trucco che gli riesce nella city londinese fino a quando la Fsa (l'equivalente della Consob italiana) gli revoca la licenza e lo multa di 3 milioni di sterline. Con la società in liquidazione a Londra, inizia con false fideiussioni un'altra serie di truffe che coinvolgono, tra gli altri, due banche russe, Jp Morgan, Snam e Pirelli, secondo l'accusa.

Oltre a Micalizzi, come si legge in un comunicato firmato dal procuratore della Repubblica di Milano, Edmondo Bruti Liberati, già «docente di Finanza Aziendale» alla Bocconi e «presidente e direttore degli investimenti della società di gestione di hedge fund Dynamic Decisions Capital Management Ltd», carcere anche per David Andrew Spargo, «presidente della società statunitense Asseterra Inc.», per Daniele Palla, «director delle società australiane di Pacific Global Oil Australia PTY e Nexus Management».

Le false fideiussioni con un pluripregiudicato
E ancora: Vincenzo Nocera, «soggetto pluripregiudicato deputato al reperimento delle false fideiussioni utilizzate dall'associazione" e "all'apertura di conti correnti esteri sui quali far confluire le somme di denaro illecitamente acquisite»; Walter Primo Zandrini «avvocato svizzero amministratore di plurime società estere utilizzate per la realizzazione degli illeciti»; Giorgio Salvati «della società lussemburghese Aurora Capital Management sarl, società appartenente al Gruppo Aurora Capital, nonché di numerose società aventi sede nel Regno Unito e negli Emirati Arabi Uniti».

Coinvolti prestanome nei paradisi e analisti
Carcere anche per Giovanni Vittore «amministratore del Gruppo Aurora Capital, nonché referente, in nome e per conto di Ernesto Cavallini, di numerose società di diritto lussemburghese». Arresti domiciliari, invece, per Merve Pakosky, turco e «già analista presso Dynamic», per Ernesto Cavallini «beneficiario economico di numerose società di diritto lussemburghese e svizzero, nonché promotore del Gruppo Aurora Capital», Ermanno Orsi «soggetto di riferimento del trust 'Smeraldo'». Obbligo di presentazione tre volte a settimana alla pg, infine, per Ali Can Acundas, turco, già analista «presso Dynamic»Andrea Galvan, anche lui analista in Dynamic, Mario Gregio, «italiano in rapporti d'affari con Micalizzi» e nato a Padova e per Giovanni Michelini, «manager del Gruppo Aurora Capital, gravato da numerosi precedenti penali». Sono in corso anche numerose perquisizioni in varie province nei confronti dei soggetti coinvolti.

Già in carcere, un anno fa
Già nel febbraio 2013 Micalizzi, 45 anni e la cui figura ricorda quella di Bernard Madoff, il finanziere americano condannato negli Stati Uniti a 150 anni di carcere, era finito agli arresti domiciliari nell'ambito di un'inchiesta di Torino perché avrebbe promesso interessi da capogiro, fino al 6% giornaliero, sul capitale investito. L'indagine era partita dopo la denuncia della titolare della società 'Borio Giacomo srl'.
Nel novembre del 2011, invece, Micalizzi era già stato indagato e perquisito dalla Procura di Milano con l'accusa di truffa aggravata per oltre 500 milioni di dollari di fondi della Dynamic Decisions scomparsi nel nulla, dopo la promessa di farli miracolosamente lievitare

Aggiornamento del 13 marzo 2018
Il procedimento penale per truffa aggravata, nei confronti di Alberto Micalizzi, avente ad oggetto la gestione dei fondi inglesi Dynamic Decisions, già pendente davanti alla Procura di Milano, che ne aveva chiesto il rinvio a giudizio, si è definito con sentenza di non luogo a procedere per intervenuta prescrizione, pronunciata in data 7 novembre 2017 dal Gup, Dott. Fanales.

© Riproduzione riservata