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Questo articolo è stato pubblicato il 21 maggio 2014 alle ore 11:55.
L'ultima modifica è del 22 maggio 2014 alle ore 07:31.

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La sede della finanziaria? In una roulotte in Nevada. I bond? Carta straccia. Alberto Micalizzi, 45 anni, ex ricercatore di finanza aziendale all'università Bocconi (si è autosospeso nel 2011 e poi è stato sospeso dalla Bocconi nel 2013) è stato arrestato con l'accusa di associazione per delinquere e truffa. Una truffa internazionale che avrebbe creato danni per 700 milioni di euro a multinazionali e banche internazionali, come Snam, Pirelli, JpMorgan, Ubi banca, Simgest, banca Nomura e Ubs.

L'ex professore sarebbe riuscito a movimentare falsi bond per miliardi di dollari attraverso false fidejussioni. Secondo le indagini coordinate dai pm di Milano Tiziana Siciliano e Alfredo Robledo, Micalizzi avrebbe "promosso" due associazioni per delinquere finalizzate a una serie di truffe finanziarie. Il gip Stefania Pepe ha firmato 15 ordinanze di custodia cautelare, di cui otto in carcere. Nell'inchiesta sono indagate una cinquantina di persone.

Le due truffe
Il «Madoff della Bocconi» arrestato oggi dalla Guardia di Finanza, avrebbe promosso «due sodalizi criminosi dediti alla consumazione di un numero indeterminato di delitti di truffa in danno di investitori nazionali ed esteri, sottoscrittori di quote di fondi di investimento, e in danno di istituti di credito e di società finanziarie, attraverso la presentazione di falsa documentazione bancaria (fideiussioni bancarie e/o estratti conti)». Secondo il gip, Micalizzi «rappresenta il dominus e il collante dei due sodalizi e dei singoli episodi criminosi, tra loro intimamente connessi». Con il primo "sodalizio" criminale, a cui avrebbero preso parte anche dei russi e dei turchi, avrebbe fatto girare falsi bond raggirando per diversi milioni di euro investitori come Ubi Banca e Simgest. Con il secondo, invece, il professore avrebbe realizzato una serie di truffe con false fideiussioni a banche estere, società e finanziarie americane. Truffata, per 100 milioni, anche Banca Nomura.La cifra non è contestata nelle imputazioni, ma emerge dalle indagini.

Gli inquirenti, infatti, hanno contestato nelle imputazioni solo le truffe nei confronti di investitori istituzionali italiani che ammontano ad un totale di circa 250 milioni di euro, lasciando, invece, l'iniziativa giudiziaria ai singoli Paesi esteri per quanto riguarda le società e la banche estere truffate. Nel complesso le truffe messe a segno da Micalizzi e dalle sue 'bande' sfiorano i 700 milioni di euro.

Micalizzi, con il primo gruppo, attraverso un falso bond da 10 miliardi di dollari, avrebbe truffato Banca Nomura per 100 milioni, la Fiduciaria Orefici per 25 milioni di euro, Ubi Banca per 25 milioni, Independent Global Managers per 5 milioni, Simgest per 3 milioni, più anche altre società e banche, tra cui Carige, per cifre non ancora quantificate.

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