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Questo articolo è stato pubblicato il 02 agosto 2014 alle ore 08:13.

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BRUXELLES. Dal nostro corrispondente
Il presidente-designato della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha raccolto negli ultimi giorni le candidature dei governi per le posizioni di commissari nel nuovo esecutivo comunitario. Le prossime settimane saranno dedicate a un acceso negoziato con e tra i paesi. In particolare, la figura di Alto Rappresentante per la Politica Estera e la Sicurezza interessa sia all'Italia che alla Polonia, la quale ha candidato a Bruxelles il suo ministro degli Esteri, Radoslaw Sikorski.
«Alcuni paesi hanno presentato diversi candidati per dare più possibilità al presidente Juncker che sta lavorando per mettere insieme una squadra di alto profilo», ha spiegato ieri Natasha Bertaud, portavoce della Commissione. «Per effetto delle sue insistenze, i governi hanno presentato un numero significativo di donne competenti, ma il presidente Juncker dovrà ancora lavorare perché il loro numero aumenti ulteriormente». L'obiettivo è che il nuovo esecutivo entri in funzione il 1° novembre.
Gli unici paesi che ieri sera non avevano ancora presentato un candidato erano la Bulgaria e il Belgio. La partita è complessa perché ci sarà il tentativo dei paesi di strappare i portafogli che più interessano loro. L'Italia punta all'Alto Rappresentante per cui ha candidato il ministro degli Esteri Federica Mogherini. Anche la Polonia ha candidato alla Commissione il proprio ministro degli Esteri, Radoslaw Sikorski, 51 anni. Secondo l'agenza di stampa polacca PAP, anch'egli è candidato ad Alto Rappresentante.
La signora Bertaud ha detto che non intende commentare per ora «persone e portafogli». In un tweet, il premier Donald Tusk si è limitato a spiegare: «Sikorski secondo il PiS (Diritto e Giustizia, il partito nazionalista polacco) è troppo morbido con la Russia, secondo certi politici europei è troppo duro. Tutti lo ritengono competente, dunque è ideale». Sikorsi ha studiato a Oxford, è membro di Piattaforma Civica, un partito conservatore, ed è figura controversa anche per via di un linguaggio spesso poco diplomatico.
Federica Mogherini e Radoslaw Sikorski sono stati criticati ambedue per le loro scelte nella crisi ucraina. Al ministro italiano è stato rimproverato da parte di molti paesi dell'Est un atteggiamento troppo filo-russo. Al ministro polacco, viceversa, è stata rimproverata da molti partner dell'Ovest una posizione troppo anti-russa. Al netto di queste differenze, che potrebbero certo indurre i Ventotto a scegliere una terza persona, la signora Mogherini sembra partire leggermente favorita.
Da un lato, è candidata del Partito socialista europeo che secondo quanto annunciato il 16 luglio durante un vertice europeo ha diritto ad avere un proprio esponente ad Alto Rappresentante, dopo che la presidenza della nuova Commissione è andata a un popolare. Dall'altro, è una signora, in un contesto politico nel quale sia Juncker che il Parlamento vogliono una Commissione che abbia più di nove donne, il numero raggiunto nell'attuale esecutivo comunitario guidato da José Manuel Barroso.
Infine, Sikorski è stato coinvolto in uno scandalo scoppiato per via di sue conversazioni intercettate nelle quali definiva «inutile» l'alleanza della Polonia con gli Stati Uniti. Dalla sua, invece, il ministro polacco ha il fatto che è originario dell'Est. C'è il desiderio dei Ventotto di garantire all'Europa centro-orientale una presenza al vertice dell'Unione. «Juncker si aspetta una notte dei lunghi coltelli» il 30 agosto, quando si terrà un nuovo summit dedicato alle nomine europee, spiega un alto responsabile comunitario.
Un'altra posizione controversa nella prossima Commissione europea è quella di commissario agli affari economici, a cui è candidato il francese Pierre Moscovici. La Germania rumoreggia - il quotidiano Bild ha detto che l'ex ministro delle Finanze a capo del portafoglio monetario sarebbe «una barzellettta» -, tanto che a Bruxelles si discute della possibilità di creare un nuovo portafoglio economico da affidare al francese, magari dedicato al rilancio dell'economia.
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