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A 45 anni da Abbey Road, il famoso scatto che immortalò i Beatles

Sono trascorsi quarantacinque anni dall'estate che vide due camminate passare alla Storia: quella del primo uomo sul brullo suolo lunare e quella dei Fab Four sulle strisce pedonali di Abbey Road. Era l'8 di agosto 1969 quando i Beatles al termine del loro ultimo album come band, di fatto già sciolti quando viene pubblicato «Let it be» con materiale registrato in precedenza, uscirono dai celebri Studi Emi per fare la foto di copertina del loro disco a 33 giri più venduto:«Abbey Road». Un titolo dato e trovato sbrigativamente senza troppa fantasia dai quattro con i rapporti ormai logori e tesi.

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Se sulla luna l'uomo ha poi interrotto le missioni del "grande balzo" esplorativo sulle strisce di Abbey Road sono susseguiti "i piccoli passi" dei fan sul passaggio pedonale, o meglio "epocale" della musica, per ritrarsi come nel celebre scatto di Iain Macmillan. Erano le 11.30 di un caldo mattino quando il fotografo aveva a disposizione non più di una decina di minuti per fare la cover dell'undicesimo album dei Beatles, di fatto un ex gruppo. Macmillan si mise su una scala a pioli al centro dell'incrocio nei pressi dello studio, con in mano la sua macchina fotografica (una Hasselblad con un obiettivo da 50mm), per riprendere i Beatles che attraversavano ripetutamente Abbey Road, avanti e indietro, mentre un agente di polizia bloccava il traffico.

Dei sei scatti fatti fu scelto quello in cui, nell'ordine Lennon Starr McCartney (scalzo) e Harrison, procedono sulle strisce pedonali da sinistra verso destra. Ci sono altri scatti con i quattro in procinto di attraversare come pure nel momento di farlo ma in direzione contraria da destra verso sinistra con McCartney non più scalzo ma in sandali infradito.
Il disco che doveva intitolarsi «Everest» (un riferimento alla marca di sigarette fumate da Geoff Emerick, il loro tecnico del suono), trovò per caso e per strada il titolo che poco importava ai quattro ormai alle strette. Eppure, come le cose più improvvisate ed estemporanee, è diventato una delle icone più potenti tanto che il governo inglese nel 2010 ha elevato la location di Abbey Road a patrimonio culturale nazionale e presto a Museo.

Va detto che Macmillan fu scelto di comune accordo nonostante fosse un amico di Yoko Ono, tra le cause di tensione del gruppo specie in sala di registrazione dove era sempre presente nelle ultime sedute. Quella foto è uno degli atti conclusivi al pari del loro pezzo finale cantato dopo un lungo ensemble musicale: cala così la parola «The end» sul loro connubio artistico. Anche se in post-produzione venne inserita, una coda di 23 secondi "Her majesty" che di fatto chiude il disco, l'atto conclusivo resta quella passeggiata "regale" con i quattro ancora uniti dalle strisce che idealmente cantano «Alla fine l'amore che ricevi è uguale all'amore che dai», al di là delle tensioni e dei contrasti.

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