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Questo articolo è stato pubblicato il 11 settembre 2014 alle ore 18:08.
L'ultima modifica è del 11 settembre 2014 alle ore 19:02.

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Dopo la crisi del 2007 l'Europa ha fatto passi avanti ma manca ancora uno sforzo per la crescita e l'occupazione. È la posizione espressa dal ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, in occasione dell'Eurofi di Milano, spiegando che si può fare di meglio se coordiniamo meglio le politiche nazionali con quelle dell'Unione, per esempio attraveso regole comuni sull'emissione di mini-bond, le obbligazioni per le piccole e medie imprese.

Ciò che manca per reagire alla crisi è uno sforzo in termini di crescita e occupazione. Ad affermarlo, a quanto si apprende, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, in occasione del suo intervento oggi a Milano all'Eurofi. In particolare, il ministro ha ricordato come l'Europa abbia saputo reagire alla crisi del 2007 con un consistente sforzo di consolidamento del bilancio che ha prodotti importanti risultati.
Se i dati macroeconomici più recenti sono stati deludenti, ancora una volta, il motivo va ricercato nel fatto che, probabilmente, non si è riusciti a capire che il quadro è cambiato in modo così radicale da richiedere un cambiamento di approccio. La strategia proposta dal semestre italiano di presidenza dell'Ue poggia su tre pilastri: Migliorare l'integrazione del mercato interno, riforme strutturali con strumenti di benchmarking e raccomandazioni per singoli paesi; investimenti, ha concluso detto il ministro dell'Economia.

Padoan è poi intervenuto sul tema dei finanziamenti alle imprese. La presidenza italiana della Ue, ha detto, proporrà regole comuni sui mini-bond. Il ministro ha parlato dell'esigenza di lavorare sulle fonti di finanziamento per le piccole e medie imprese, passando attraverso regole comuni, per esempio sui mini-bond.

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