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Questo articolo è stato pubblicato il 27 settembre 2014 alle ore 15:43.
L'ultima modifica è del 27 settembre 2014 alle ore 17:41.

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Il gigante petrolifero russo Rosneft e quello americano Exxon Mobil hanno scoperto il petrolio nel mare Artico, secondo quanto rende noto la società russa. In una joint venture da 3,2 miliardi di dollari, Rosneft ed Exxon hanno iniziato i lavori di perforazione in estate e proseguito nonostante il Tesoro Usa abbia imposto delle sanzioni sul gruppo russo a causa della crisi in Ucraina.

L'amministratore delegato di Rosneft, Igor Sechin, lui stesso soggetto alle sanzioni Usa, ha spiegato che il giacimento ha risorse pari a un miliardo di barili di petrolio e a 338 miliardi di metri cubi di gas. «Va oltre le nostre aspettative. È una vittoria di tutti, ottenuta grazie ai nostri amici e partner come Exxon Mobil, Nord Atlantic Drilling, Schlumberger, Halliburton, Weatherford, Baker, Trendsetter, Fmc». Il giacimento, ha sottolineato il numero uno di Rosneft, sarà chiamato Pobeda, che significa appunto Vittoria. Il progetto è seguito con grande interesse dai geologi, convinti che l’Artico sia la più grande riserva inesplorata di greggio.

La scoperta mette l’americana Exxon Mobil in una situazione difficile. Le sanzioni imposte dagli Usa alla Russia infatti proibiscono alle compagnie americane di partecipare a joint-venture nel Mar Artico russo a partire dal 10 ottobre. Exxon aveva concluso negli ultimi anni una serie di accordi con Rosneft per l’esplorazione di petrolio nell’Artico e in Siberia. Inoltre la società russa aveva acquisito quote di minoranza in alcuni progetti di Exxon nel Golfo del Messico.

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