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Questo articolo è stato pubblicato il 08 ottobre 2014 alle ore 06:54.
L'ultima modifica è del 08 ottobre 2014 alle ore 15:24.

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Meglio l'uovo o la gallina? Meglio sicuramente non trovarsi a dover scegliere. Ma visto che buona parte di chi legge questo articolo qualche volta si sarà trovato almeno una volta nella situazione di dover compiere una scelta – tra soddisfare le necessità del presente oppure costruirsi un futuro sereno per il futuro – è il caso di fare mente locale su come è possibile compiere la scelta migliore, quella più coerente con le nostre esigenze.

Il recente dibattito sul Tfr ha avuto il merito di focalizzare l'attenzione dei più sulla differenza tra gli orizzonti temporali di ciascuna allocazione temporale: chi ha bisogno di avere liquidità nell'immediato presente, potrà (vedremo come, secondo il progetto del governo) incassare una parte del proprio trattamento di fine rapporto subito; chi ha invece ha la possibilità di accantonare una parte del proprio reddito per il futuro è utile che lo faccia, in modo da far rivalutare nel tempo i risparmi accumulati.

Detta così sembra semplice. Eppure non sono poche le persone dal reddito o dal patrimonio ridotto che spendono più di quanto potrebbero, indebitandosi oltremisura. Al contrario, tra le persone dalla ricchezza più pronunciata non è raro trovare persone particolarmente parsimoniose. La mente umana, infatti, di fronte al tema denaro ha reazioni spesso viziate da molti fattori che sarebbe riduttivo definire emotivi. Gli studiosi di finanza comportamentale da decenni studiano questi comportamenti. Prendete l'esperimento di Richard Thaler che ha analizzato le differenti reazioni di persone che si sono viste offrire 100 euro ogni mese, oppure 1200 mese ogni anno o 2400 euro ogni due anni. È all'incirca la stessa situazione in cui ci si trova di fronte al Tfr.

Il punto è che non siamo abituati a “vedere” lungo un orizzonte di lungo termine: per secoli se non per millenni, il mondo è rimasto uguale o quasi di generazione in generazione. E oggi facciamo fatica ad abituarci a cambiamenti repentini e rivoluzionari, a un ritmo di anni crescente (quando ho iniziato a lavorare non esistevano i social media, internet o i cellulari: vi posso garantire che era un altro mondo). Questa è una “tara” da gestire: per chi oggi ha 30 anni n on è semplice pensare – ossia immaginare un percorso e strutturarlo di conseguenza – a quando nel 2054 (all'incirca) andrà in pensione. Significherebbe decidere quanto mettere da parte oggi e quanto far rivalutare questi risparmi. Per questo in tutto il mondo industrializzato (e non) l'adesione alla previdenza è obbligatoria (in vari modi e quantità) e per questo anche in altri paesi, oltre all'Italia, esistono forme di “risparmio forzoso”, che inducono il soggetto a guardare nel futuro, come con un cannocchiale.

Ma quando si parla di denaro gli errori possono essere di diversa natura: troppo spesso i risparmiatori concentrano una parte eccessiva del proprio patrimonio in pochi strumenti, come gli immobili: “Le famiglie italiane, spesso molto attente ai riflessi delle loro scelte economiche, soprattutto in vista dei figli e delle future generazioni – dice Paolo Legrenzi, docente presso l'Università Ca’ Foscari di Venezia - si sarebbero trovate molto più benestanti se avessero applicato dei principi minimali ed elementari di diversificazione invece di legare, più o meno consapevolmente, il loro futuro ai destini di questo paese, di questa moneta e, soprattutto, all'immenso patrimonio immobiliare a cui si sono affidate credendo che fosse una scelta prudente.” Scrive Legrenzi nella sua prefazione all'e-book “I soldi in testa - Metti al sicuro i risparmi dalle emozioni”, che raccoglie le sue prime 100 lezioni e che è disponibile sul sito web di Swiss & Global Sgr. La società di gestione del risparmio ha realizzato una collaborazione con l'Università Ca' Foscari di Venezia e, in particolare, del professor Paolo Legrenzi, sui temi dell''educazione finanziaria e della finanza comportamentale.

«Due sono le forze che condizionano l'andamento dei nostri investimenti - dice Riccardo Cervellin, Direttore Generale di Swiss & Global Asset Management Sgr -: i mercati e i nostri pensieri, ma i processi mentali che conducono l'individuo a prendere decisioni spesso irrazionali nella gestione dei propri risparmi sono ambigui proprio perché inconsci. Non ci sono però molti modi per vaccinarsi da questi comportamenti dalle conseguenze talvolta esiziali, se non conoscerli, riconoscerli quando si presentano e opporvisi con la forza del pensiero razionale».

Anche per questo un ruolo fondamentale ce l'hanno i consulenti finanziari, cui è destinata la newsletter settimanale di Swiss & Global a.m. a cura del professor Legrenzi, che ha rappresentaot la base dell'e-book. L'attività relazionale di 8mila consulenti finanziari con i loro clienti e i numerosi incontri cui hanno partecipato, hanno rappresentato un'occasione unica per consentire a questi protagonisti chiave dell'industria finanziaria, chiamati a supportare i propri clienti in molte decisioni, di risparmio e di futuro. In particolare su “cosa fare del proprio Tfr”.

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