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Questo articolo è stato pubblicato il 24 novembre 2014 alle ore 17:36.
L'ultima modifica è del 24 novembre 2014 alle ore 17:37.

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I comparatori assicurativi online sono uno strumento sempre più utilizzato per fare confronti e per scegliere la polizza giusta. Tuttavia, in questo settore, c'è poca trasparenza. L'allarme lo ha lanciato lo scorso anno la Uea, un'associazione di intermediari assicurativi che svolge attività d'istituto europeo di studi e ricerca per la promozione del settore. Allarmata dalla rapida diffusione degli strumenti in assenza di regole precise, a fine 2013 fa è intervenuta anche l'Ivass, Authority di settore, che avviato un indagine sui siti web che offrono comparazioni di prezzo sulle polizze assicurative.

Se da un lato i preventivatori possono consentire di trovare condizioni economiche più favorevoli, almeno in termini strettamente economici, bisogna fare attenzione alla loro indipendenza e soprattutto analizzare nel dettaglio le garanzie fornite. «Il prezzo più basso, talvolta, nasconde delle limitazioni: si pensi ai sinistri accaduti in aree private come i parcheggi, alcune compagnie dirette non li coprono – avverte Franco Barbieri, direttore della rivista specializzata «Attualità Uea» –. Lo stesso si può dire per la guida in stato di ebbrezza, con copertura in caso di sinistro esclusa da molte compagnie. Così può capitare di trovarsi scoperti quando è troppo tardi».

Ora l'Uea torna alla carica e ha realizzato un'indagine sulla pubblicità televisiva dei comparatori. Pubblicità che a differenza di altre (come quella finanziaria, per esempio) non è soggetta ad alcun controllo. Così si sprecano i termini come confronto tra le migliori polizze, o ancora , tra le migliori compagnie.

«Dalla nostra indagine che verrà presentata giovedì prossimo, abbiamo riscontrato che il messaggio diffuso da questi spot televisivi contiene elementi fortemente distorsivi della concorrenza e degli elementi ingannevoli rispetto alla compiutezza delle polizze, spiega Barbieri. Una situazione che potrebbe preludere a denunce all'AgCom. Oltre agli intermediari assicurativi tradizionali (in particolare agli agenti) che potrebbero essere accusati di realizzare una campagna per difendere le proprie quote di mercato, sul bisogno di fare chiarezza tra i compartori concordano anche i consumatori, sostenitori storici del mezzo che permette di ottenere più preventivi con un solo click.

«È in atto una “crisi di crescita” – spiega l'avvocato Paolo Martinello, presidente di Altroconsumo –. I preventivatori sono uno strumento essenziale per gli utenti, ma il loro crescente successo commerciale ha fatto proliferare anche iniziative di soggetti meno seri e si fa fatica a distinguere comparatori semplici da quelli commerciali o dai “minicomparatori”, poco aggiornati con pochi prodotti confrontati, per non parlare poi degli abusivi».

Insomma da bussola fondamentale per orientarsi nella giungla di tariffe, il comparatore può diventare un veicolo potenzialmente ingannevole, quindi è meglio cercare di capire chi c'è dietro. Esistono infatti preventivatori realizzati da Authority (come quello dell'Ivass), da associazioni, da broker, ma anche da soggetti non proprio disinteressati

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