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Questo articolo è stato pubblicato il 29 dicembre 2014 alle ore 06:37.

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Supermercato. Da una manciata di secondi la signora, con il carrello quasi pieno, è ferma davanti allo scaffale dei biscotti. Affezionata alla stessa marca da diverso tempo, stavolta vorrebbe cambiare. Prende un pacchetto, osserva le indicazioni riportate sulla confezione, lo ripone e ne estrae un altro. Indecisa, alla fine sta per allontanarsi senza acquistare nulla quando sul suo smartphone compare un’offerta molto interessante proprio dei biscotti che compra di solito. «Uhm, quasi quasi…».

Intanto poco distante dal centro commerciale si sta tenendo una riunione politica. Il leader di turno, impegnato in un appassionato discorso, ogni tanto lancia lo sguardo al tablet che ha davanti su cui, in tempo reale, vede scorrere il gradimento e i commenti alle sue parole: «Forse poco fa ho sbagliato a dirvi così, ma…».

No, non siamo nel Paradiso del marketing o nella riedizione aggiornata del Grande Fratello di Orwell, ma nell’evoluzione delle ricerche di mercato e dei sondaggi, un sistema di monitoraggio automatico realizzato in partnership da due aziende italiane, l’istituto demoscopico IPR Marketing (che da anni collabora con Il Sole 24 Ore) e la start up Knowmark. Il sistema, brevettato, si chiama Mira Personal Media Meter e si basa su una tecnologia in grado non solo di monitorare costantemente tutti i comportamenti del consumatore (che ovviamente è consenziente), ma di poter interagire con lo stesso nel momento in cui mette in atto un comportamento. Però è davvero inevitabile il riferimento al Grande Fratello.

«La tecnologia utilizzata - spiega Antonio Noto, direttore di IPR Marketing - è estremamente rispettosa della privacy del consumatore, che in qualsiasi momento può staccare tutto. Dal punto di vista operativo, a chi sta, per esempio, guardando un programma televisivo, si può chiedere un giudizio immediato sul perché ha cambiato canale. La stessa cosa vale per chi ascolta la radio, per chi naviga nel web o è al supermercato. Il sistema si basa su un’innovazione che permette a un server centrale il riconoscimento audio dell’ambiente in cui è presente il consumatore e la geolocalizzazione. Con questi indicatori il server comprende all’istante il comportamento del consumatore, inviandogli nello stesso momento alcune domande per comprenderne i giudizi».

È prevista molta interattività? «Si può chiedere la motivazione d’acquisto verso alcuni prodotti o il rifiuto a comprarne altri, se ascolta la radio in auto o a casa, se vede la tv con gli amici, sul tablet o dal proprio divano. Si può domandare il giudizio su ciò che segue e anche sugli spot che ha visto oppure si può mettere in relazione la visione dello spot con il comportamento d’acquisto, anche su lunghi periodi. Le applicazioni sono infinite, anche perché è possibile inviare video, foto, immagini, finanche discorsi di leader politici per poter pre-testarne il gradimento».

Ma davanti alla tv, lo sappiamo tutti, succede realmente che mentre si segue un canale si utilizzano contemporaneamente smartphone e pc. E alla fine, pur essendo pluriconnessi, magari si legge il giornale o un libro. «In effetti - interviene Dario Amata, Ceo di Knowmark, la start up bolognese di ricerca tecnologica specializzata nei sistemi di raccolta dati e che ha creato Mira - il monitoraggio del comportamento di consumo della tv è cambiato: sempre più italiani seguono un programma e nello stesso tempo utilizzano il web, leggono, parlano al telefono. Anche questo diventa un ulteriore elemento di misurazione e di interazione con il consumatore. La tecnologia utilizzata si basa su una app creata appositamente che permette di registrare ciò che accade nell’ambiente e di inviare in tempo reale al server sia la registrazione del contesto ambientale sia la geolocalizzazione. Al contempo è stato creato un particolare programma che, attraverso un server centrale, riconosce i comportamenti del consumatore e in tempo reale lancia alcune domande in relazione a ciò che lo stesso consumatore sta facendo. La particolarità risiede anche nel fatto che questa app può essere scaricata autonomamente, quindi non è necessario fornire a chi partecipa all’indagine una particolare strumentazione. Ciò genera un ulteriore beneficio per le aziende, che possono ricevere anch’esse, in tempo reale, i risultati. Un vantaggio di non poco conto in un mercato sempre più veloce».

Ma c’è un ulteriore «aspetto importante, e molto impegnativo - sottolinea Noto -. Sarà possibile avere campioni di italiani molto consistenti: ne stiamo infatti già costruendo uno di 100mila consumatori, un balzo epocale se consideriamo che fino a oggi, con le tecnologie standard, non si superano i mille/2mila soggetti. Il panel, poi, viene rinnovato al 30% ogni tre mesi per evitare “professionisti delle risposte”. E chi partecipa riceverà omaggi solo da noi».

Un’ultima domanda, anzi una tentazione irresistibile: potreste chiedere per favore al vostro panel cosa ne pensa di questo articolo?

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