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Consumi, calo dell’euro e Qe spingono l’economia della Germania

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Consumi, calo dell’euro e Qe spingono l’economia della Germania

La Germania accelera la crescita, grazie alla discesa del petrolio e al quantitative easing, l’allentamento monetario della Banca centrale europea al quale proprio i tedeschi si sono a lungo opposti. Il ministero dell’Economia di Berlino ha alzato, nel suo outlook, le stime per il 2015 dall’1,3% all’1,5 mentre sale la fiducia di imprese e consumatori.

L’energivora prima economia dell’Eurozona «è in buona forma» dice il ministro e vicecancelliere Sigmar Gabriel, e superate le «turbolenze geopolitiche», è tornata alla crescita già alla fine dell’anno scorso nonostante le difficoltà dell’export in parte alleviate dall’euro più debole. Hanno agevolato la Germania, dopo il rallenatmento dell’estate, le quotazioni del greggio che il ministero prevede resti inchiodato a una media di 59 dollari medi quest’anno. Non sono comunque in vista «tendenze deflazionistiche».

L’altra componente della crescita è l’aumento della spesa delle famiglie: nel 2015 dovrebbe salire dell’1,6 per cento (a fronte dell’1,1% del 2014) sospinta dall’ottimo stato di salute del mercato del lavoro. Il ministero attende quest’anno la creazione di 170mila posti di lavoro che porterà gli occupati a 42,8 milioni e commenta: «L’occupazione ha raggiunto livelli record, la disoccupazione scende e le performance del mercato del lavoro permettono aumenti di stipendio». L’entrata in vigore del salario minimo, la contestata riforma imposta dai socialdemocratici alla Cdu di Angela Merkel, insieme all’aumento delle pensioni statali, faranno ulteriormente crescere la spesa al consumo. E infatti l’indice di fiducia dei consumatori rilevato da Gfk è ai massimi da 13 anni: dovrebbe registrare a febbraio 9,3 punti, il livello più alto dai 9,6 del novembre 2001.

Infine, il «mini programma di stimolo» della Bce avrà anche in Germania effetti espansivi oltre a far deprezzare la moneta unica dando una mano al campione dell’export. Le vendite all’estero dovrebbero tenere quest’anno (+3,6%) nonostante le tensioni tra Ucraina e Russia non si siano stemperate.

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