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Braccio di ferro Atene-Eurogruppo

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Braccio di ferro Atene-Eurogruppo

È muro contro muro tra il nuovo governo greco e la Ue. Nel primo incontro tra il ministro delle Finanze, Varoufakis, e il presidente dell’Eurogruppo, Dijssembloem, il primo ha annunciato che il governo non tratterà con la Troika, e ha proposto di ridurre l’avanzo primario dal 4,5% imposto dai creditori all’1 per cento. «Non è la strada da seguire» ha replicato Dijssembloem. Da Rold pagina 11

È muro contro muro ad Atene. Il primo contatto ufficiale tra il nuovo ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, e il presidente dell’eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, ha portato a un nulla di fatto in un clima teso e una frettolosa stretta di mano tra i due protagonisti. Le due parti si sono incontrate ad Atene e hanno ribadito l’intenzione di trovare un accordo in futuro. «La Grecia deve rispettare gli accordi con i partner europei evitando mosse unilaterali, che non sono la strada per andare avanti», ha ammonito Dijsselbloem. «Abbiamo reciproci interessi affinché la Grecia torni sulla via della ripresa e dell’indipendenza economica», ha detto l’olandese, un “falco” del rigore, che ha affermato che «le discussioni tra le parti sono state costruttive ma che nessuna decisione è stata ancora presa sul piano di salvataggio».

Dijssembloem ha chiesto il rispetto dei patti precedentemenete firmati, Yanis Varouflakis, il flamboyant ministro delle Finanze greco, ha proposto invece di ridurre l’avanzo primario dal previsto 4,5% annuo all’1%, uno sconto che gli darebbe spazio di manovra sul fronte interno che chiede segnali immediati sulla riduzione delle politiche di austerità. Varoufakis ha chiarito nuovamente che Atene «non accetta più di trattare con la troika», e ha spiegato che «il governo distingue tra enti istituzionali e i rappresentanti dei creditori che hanno il compito di controllare il programma che abbiamo ha già respinto». Il ministro ha anche precisato che non intende accettare una «crisi auto-inflitta».Insomma, un primo incontro senza risultati. Una decisione, ha concluso il presidente dell’Eurogruppo, verrà comunque presa prima di fine febbraio, quando giungerà a scadenza il piano di assistenza della Ue.

Era ovvio che finisse così, vista la distanza siderale delle reciproche posizioni negoziali. La direzione del vento ad Atene è cambiata e se n’è avuta la prima avvisaglia con la minaccia greca di porre il veto a nuove sanzioni a Mosca. Ora il negoziato sul debito si sposta a Bruxelles dove mercoledì il neopremier greco Alexis Tsipras incontrerà il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker, presidente dell’eurogruppo ai tempi dell’esplosione della crisi greca nel 2009. Alexis Tsipras incontrerà martedì a Roma il premier italiano Matteo Renzi, dopo aver fatto visita lunedì a Nicosia nel suo primo viaggio ufficiale all’estero.

Varoufakis, invece, andrà a Londra domenica per incontrare il suo omologo britannico, George Osborne, e gli investitori della City, per poi volare lunedì a Parigi dove parlerà con il ministro delle Finanze, Michel Sapin, e infine martedì si recherà a Roma per un meeting con il ministro Pier Carlo Padoan. Insomma una rete di incontri per trovare una proposta comune da sottoporre ai tedeschi che per ora ribadiscono il mantra del rispetto dei patti.

Ieri è tornato alla carica il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. Taglio del debito greco? Manco a parlarne: «Siamo difficili da ricattare». Il dibattito su una conferenza internazionale proposta da Atene per dimezzare il fardello che oggi pesa sulle finanze pubbliche segna è «un divorzio dalla realtà», ha avvisato da Berlino Martin Jaeger, portavoce del ministro tedesco. «Una richiesta di prolungamento del programma, nel caso in cui venisse presentata, potrebbe valere solo - ha aggiunto - se fosse collegata a una chiara disponibilità della Grecia di realizzare i passi delle riforme concordati». Infine il presidente dell’Europarlamento Martin Schulz, reduce da un incontro con Tsipras ad Atene, non è andato per il sottile quando ha dichiarato in un’intervista che il nuovo premier greco «mette in pericolo il proprio Paese» non rispettando le condizioni della troika: «Le promesse elettorali vengono mantenute raramente, e non ci sono elefanti rosa che sanno suonare la tromba».

I mercati così non hanno preso bene questo primo inizio di colloqui che fa intravedere un negoziato lungo e complesso. La Borsa di Atene è tornata in territorio negativo (-1,59%) e la tregua sui bond di Atene è durata poco. Vendite a mani basse sui titoli a lunga scadenza e curva dei rendimenti invertita. Il titolo a tre anni ha mostrato un rendimento record del 19%. La scadenza a cinque anni ha sfiorato il 15% mentre il decennale ha superato l’11 per cento.

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