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La Bce sospende i fondi alla Grecia: Tsipras con le spalle al muro

iL CASO ATENE

La Bce sospende i fondi alla Grecia: Tsipras con le spalle al muro

La Bce chiude i rubinetti alle banche greche, lasciando aperto solo quello di emergenza. Francoforte ha infatti sospeso la deroga ai requisiti minimi di eleggibilità dei titoli emessi dalla Grecia. Lo ha annunciato la stessa banca in serata dopo il consiglio direttivo. La deroga consentiva alle banche greche di prelevare liquidità dalla Bce fornendo a garanzia titoli di Stato nonostante il Paese non avesse più un rating al livello d'investimento, ma speculativo. Cosa che non potranno più fare.

Doccia gelata dunque in tarda serata per il premier Tsipras e il suo ministro delle Finanze Varoufakis, impegnati in un tour europeo per vincere le resistenze dei leader Ue. «Non è possibile presumere una positiva conclusione del programma» di assistenza europeo, in scadenza a fine mese: così il Consiglio direttivo ha motivato la decisione che rappresenta un duro colpo per il Paese e le sue banche. Il primo giudizio di Francoforte sul programma del nuovo governo greco è dunque negativo. La mossa di Draghi riduce fortemente i margini di manovra di Tsipras nella partita che sta giocando con le istituzioni europee.

Gli istituti di credito ellenici dunque non potranno più avere accesso alle regolari aste di finanziamento della Bce, mentre resta in funzione lo strumento di emergenza, chiamato Ela (Emergency Liquidity Assistance) fornito dalla Bce attraverso la banca centrale greca e riservato alle banche che hanno gravi problemi di liquidità. Non c’è dunque un pericolo immediato di insolvenza delle banche ma certo la loro situazione finanziaria si fa sempre più critica. In assenza di un accordo con la Ue, la Grecia non potrà neppure beneficiare del Quantitative easing, il piano massiccio di acquisto di titoli di Stato che scatterà in marzo.

L’euro ha subito reagito alla notizia scendendo sotto 1,14 sul dollaro mentre la Borsa di Atene, come quelle europee, è chiusa. La nota Bce è giunta a pochi minuti dalla chiusura di Wall Street, che ha rapidamente virato al ribasso e chiuso in calo dello 0,42 per cento.

Si annuncia nelle prossime ore un’apertura molto pesante per il listino greco e per le sue banche dopo il rimbalzo degli ultimi giorni, ma anche per le altre Borse europee.

La doccia fredda per Atene arriva al termine di una giornata intensa per il governo ellenico. «Abbiamo avuto un colloquio fruttuoso». Così il ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, aveva definito il suo colloquio a Francoforte con il presidente della Bce, Mario Draghi, precisando di avergli trasmesso il messaggio che il caso greco non può essere trattato come «business as usual», ovvero come gli altri.

«Abbiamo avuto - aveva dichiarato l’esuberante ministro greco - una discussione e uno scambio fruttuosi» e tra noi, aggiunge, «c'è stata un’eccellente linea di comunicazione, che mi ha dato un grande incoraggiamento per il futuro». «La Bce - prosegue il ministro - è anche la banca centrale della Grecia e farà tutto il possibile per aiutare gli stati membri dell'area euro». Il comunicato serale della Bce ha smentito in poche righe il suo ottimismo.

Probabile Eurogruppo sulla Grecia l’11 febbraio
Quella di domani, giovedì, è un’altra giornata cruciale. Varoufakis sarà a Berlino, dove incontrerà il ministro delle Finanze tedesco Schaeuble, in quello che non si annuncia come un vertice facile. L’altro appuntamento chiave è quello del prossimo 11 febbraio, tra una settimana, quando è in programma una riunione straordinaria dell'Eurogruppo sulla Grecia, alla vigilia del vertice europeo in programma a Bruxelles. L’incontro non è ancora stato ufficializzato ma secondo fonti europee è praticamente certo.

Tsipras a Bruxelles: «Rispetteremo le regole, ma correggere il “quadro”»
Sempre oggi il premier greco Alexis Tsipras è arrivato a Bruxelles per incontrare i vertici delle istituzioni Ue. «Sono molto ottimista dopo queste discussioni, non abbiamo ancora un accordo ma andiamo nella direzione giusta per raggiungere un accordo», ha commentato al termine dell’incontro il premier della Grecia Alexis Tsipras, in una conferenza stampa a Bruxelles. «Abbiamo la volontà di lavorare per un accordo reciprocamente accettabile» e «siamo pronti a negoziare», ha continuato Tsipras, puntualizzando che «il nostro obiettivo è che siano rispettate la sovranità e il mandato che abbiamo ricevuto, allo stesso tempo noi rispetteremo le regole: vogliamo correggere il “quadro”, non distruggerlo».

Riforme «radicali» in cambio di alleggerimento sul debito
Nell'incontro con il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, il premier greco Alexis Tsipras ha indicato l'intenzione di elaborare un piano di riforme e di finanziamento per quattro anni (2015-2018) sulla base di un accordo con i governi Eurozona. Di qui la necessità di «un accordo transitorio» per dare al governo i margini sufficienti per preparare questo programma del quale farebbero parte una serie di riforme “radicali” e un alleviamento degli impegni di bilancio fissati finora.

Hollande: serve solidarietà, ma Atene rispetti impegni
Dopo Bruxelles, Tsipras ha fatto tappa a Parigi. Serve un’Europa che mostri più solidarietà e si concentri sulla crescita ma «le regole dell’Eurozona si applicano a tutti, così come il rispetto degli impegni presi, inclusi quelli sul debito», ha puntualizzato il presidente francese, Francois Hollande, al termine del vertice. «Deve essere compiuto ogni sforzo per rendere l'Eurozona stabile», ha proseguito in conferenza stampa Hollande, che ha affermato di rispettare il risultato delle elezioni greche, che «ha sottolineato come l’austerità come unica realtà o prospettiva non sia più tollerabile». «Ma c'è anche il rispetto per le regole europee, che valgono per tutti, Francia compresa, il che non è sempre semplice», ha aggiunto l'inquilino dell'Eliseo. Stessi toni da parte di Angela Merkel, che sottolinea come tra i governi europei non ci siano differenze di sostanza sulla grecia.

I dubbi sul prestito ponte
Yanis Varoufakis, il ministro delle Finanze greco, ha esposto ieri nella missione a Londra la proposta di Atene all'Europa per uscire dallo stallo sulla richiesta ai partner (molto avversata dalla Germania, che ha escluso l’ipotesi di concessioni a «ricatti») di ammorbidire le pretese sul debito, condizione giudicata indispensabile dal governo Tsipras per fare ripartire l’economia e onorare gli impegni: anziché estendere il salvataggio secondo le procedure sin qui adottate dalla troika (Ue-Bce-Fmi), si finanzi fra marzo e maggio emettendo titoli del Tesoro a breve termine per ulteriori 10 miliardi: per farlo, servirebbe l'assenso della Bce ad alzare a 25 miliardi il limite attuale di 15 miliardi di euro sulle emissioni a breve.

Il doppio swap (proposto da Atene nel suo nuovo piano), in pratica un concambio in nuovi bond con pagamenti indicizzati alla crescita greca più un’obbligazione perpetua, apparentemente verrebbe incontro alle richieste europee non tagliando il capitale di 315 miliardi dovuto ai creditori, anche se per molti si tratta di un haircut nascosto che, vista la composizione del debito greco, potrebbe pesare in larga parte sui contribuenti dei Paesi partner. Il piano evidentemente non ha convinto neppure la Bce, come dimostra il comunicato serale che chiude nel peggiore dei modi la giornata europe di Tsipras e Varoufakis.

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