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Ucraina, Obama a Merkel: «La Russia ha violato qualsiasi…

vertice decisivo mercoledì a minsk

Ucraina, Obama a Merkel: «La Russia ha violato qualsiasi accordo»

La Russia «ha violato qualsiasi accordo» preso lo scorso settembre a Minsk, capitale della Bielorussia, ma gli Stati Uniti «incoraggiano una soluzione diplomatica» anche se restano convinti che le sanzioni contro Mosca debbano restare «fino a quando la Russia darà prova di rispettare gli accordi».

Con queste parole il presidente americano Barack Obama ha aperto la conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Angela Merkel. Parlando dalla East Room della Casa Bianca - al termine di un incontro bilaterale nello Studio Ovale dove erano presenti anche il vicepresidente americano Joe Biden, il segretario di Stato John Kerry e la consulente sulla sicurezza nazionale Susan Rice - Obama ha dichiarato che senza un cambio di posizione, «l'isolamento della Russia peggiorerà sia sul fronte economico sia su quello politico».

Obama ha detto che gli Usa lavorano con il Fondo monetario internazionale per sostenere l'economia dell'Ucraina. Il presidente Usa ha definito la Germania «uno dei nostri alleati piu' vicini». Con Merkel nel pomeriggio americano si parlera' di come sostenere la crescita dell'economia e dell'occupazione anche attraverso la Transatlantic Trade and Investment Partnership. Anche la Grecia fara' parte dell'agenda, che invece in mattinata ha riguardato tematiche sulla sicurezza.

C'è ancora una chance per la pace in Ucraina, fallita la quale, ha detto ieri il presidente Hollande «sarà guerra». È il vertice di mercoledì prossimo. Intanto una «lunga conference call» ha avuto luogo questa mattina tra Angela Merkel, François Hollande, Vladimir Putin e Petro Poroshenko. I leader di Germania, Francia, Russia e Ucraina - ha confermato Berlino - hanno concordato di ritrovarsi mercoledì a Minsk nel “formato Normandia” e di «continuare a lavorare a un pacchetto di misure nel quadro degli sforzi per una soluzione globale del conflitto nell'Est dell'Ucraina».

Una notizia confermata, con molta cautela e qualche condizione, anche dal presidente Putin, che ha messo un freno a ogni aspettativa eccessiva. «Vedremo mercoledì se riusciremo a metterci d'accordo su alcuni punti sui quali abbiamo intensamente discusso negli ultimi tempi» ha detto in una dichiarazione rilanciata dalla tv russa.

Usa e Germania divise sull’ipotesi armi a Kiev
Merkel ribadirà ad Obama l'oppozione tedesca all'idea che gli Stati Uniti forniscano armi all'esercito di Kiev impegnato contro i separatisti filo russi nel sud est dell'Ucraina. Dopo l'incontro di domani con il presidente Usa, la cancelliera volerà in Canada per incontrare il premier Stephen Harper.

Due giorni per preparare il vertice
Intanto, dopo i frequenti contatti e il lavorio diplomatico degli ultimi giorni, le riunioni preparatorie a Minsk proseguiranno domani a Berlino, a livello di vice ministri degli Esteri dei quattro Paesi coinvolti. Martedì, sempre nella capitale bielorussa, siederanno attorno a un tavolo «i firmatari degli accordi di Minsk», il Gruppo di contatto formato dai rappresentanti di Osce, Mosca e Kiev, nonché da una delegazione dei separatisti filorussi attivi nell'Est dell'Ucraina.

Un lavoro che servirà a «preparare le condizioni e i temi sostenziali» per un accordo definitivo mercoledì. Ci aspettiamo che la riunione di Minsk «porti un immediato e incondizionato cessate il fuoco bilaterale nel Donbass» dice oggi il presidente ucraino Petro Poroshenko.

Una speranza, quella di una soluzione negoziata della crisi, condivisa anche dagli Stati Uniti e dall'Unione Europea. Washington continua a valutare «un aiuto supplementare, di tipo economico e in altre forme» all'Ucraina, ma il segretario di Stato John Kerry ha ribadito che «non esiste una soluzione militare» alla crisi. L'unica via di uscita è «politica, diplomatica». Uguale la posizionedell'Alto rappresentante Ue per la Politica estera e di sicurezza, Federica Mogherini. «Non sappiamo se i nostri sforzi avranno successo ma abbiamo l'obbligo di provarci» ha spiegato Lady Pesc, «perché sappiamo che non ci sono alternative a una soluzione diplomatica della crisi».

Gentiloni: inevitabili altre sanzioni a Russia senza risultati
«Non ci dobbiamo assolutamente rassegnare all'idea che la strada del dialogo sia finita. Ma se non otteniamo risultati sarà inevitabile un ulteriore rafforzamento delle sanzioni, che pure l'Italia non vuole». Così il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni nella trasmissione tv In mezz'ora, sottolineando che si tratta di una strada che «l'Italia non vuole». Per Gentiloni fornire armi a Kiev sarebbe «un errore». Ma se l'amministrazione degli Stati Uniti darà seguito a questa sua intenzione, l'Italia «rispetterà comunque» la decisione perché «gli Usa sono i nostri maggiori alleati». C'è il «rischio enorme» che il conflitto in corso nell'Est dell'Ucraina degeneri in uno scontro di più ampio respiro.

170 camion russi di aiuti umanitari nel Donbass
Mosca ha inviato oggi l'ennesimo convoglio di aiuti umanitari alle popolazioni del Donbass, dilaniato dalla guerra tra Kiev e i separatisti filorussi. Si tratta di 170 camion con oltre 1800 tonnellate tra cibo, medicinali, materiali da costruzioni ed altri generi di prima necessità. Una settantina di mezzi sono gia' arrivati a Lugansk, che con Donetsk e' una delle roccaforti dei ribelli.

Le accuse di Londra
Il presidente russo Vladimir Putin agisce come un «tiranno della metà del XX secolo» e dovrebbe «adattare il proprio comportamento al declino dell'economia russa» accusa il ministro degli Esteri britannico, Philip Hammond, precisando che in ogni caso il rifornimento di armi alle forze governative ucraine «per il momento» non è nelle intenzioni del Regno unito. La posizione della Gran Bretagna su questo punto potrebbe cambiare, ha dettov il ministro a Skynews. «Quest'uomo (Putin, ndr) ha inviato truppe ad occupare il territorio di un altro paese, comportandosi nel XXI secolo come un tiranno della metà del XX secolo» ha insistito Hammond.

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