Italia

SwissLeaks, i nomi eccellenti della «lista Falciani». La…

LA LISTA HSBC VALE 180 MILIARDI

SwissLeaks, i nomi eccellenti della «lista Falciani». La Francia ha già chiesto i risarcimenti

Dal re del Marocco alle star dello sport e di Hollywood: il quotidiano francese Le Monde e, a seguire, diversi media italiani e internazionali hanno pubblicato stamane la lista, ora pubblica, degli evasori di tutto il mondo con conti segreti in Svizzera presso la banca Hsbc Private Bank di Ginevra, un tesoro sottratto al fisco per 180 miliardi di euro.

La rivelazione avviene grazie all'accesso ai dati sottratti da Hervé Falciani, esperto informatico ex dipendente dell'istituto bancario: per anni questi file sono stati noti solo alla giustizia e a qualche amministrazione fiscale, adesso sono finiti sui giornali.

Rossi, Briatore e Valentino nell’elenco
Battezzata «SwissLeaks», l'operazione offre un viaggio nel cuore dell'evasione fiscale, che mette in luce tutti i mezzi utilizzati per nascondere il denaro ed eludere il fisco. Nell’elenco compaiono fianco a fianco rampolli di famigile reali e signori del traffico di cocaina, ambasciatori e sospetti terroristi, manager di grandi aziende e atleti. A tutti questi clienti la banca britannica Hsbc ha offerto la possibilità di nascondere i patrimoni alle rispettive autorità fiscali.
Fra gli attori spiccano i nomi di John Malkovich e Gadd Elmaleh, compagno di Charlotte, figlia di Carolina di Monaco, tra i reali il sovrano del Marocco Mohammed VI, tra i cantanti i britannici Phil Collins e David Bowie, tra i banchieri la famiglia Botin del Banco Santander, ma ci sono anche la star della Formula 1 Fernando Alonso e gli italiani Valentino Rossi, Flavio Briatore e lo stilista Valentino.

L’Italia è al quinto posto per numero di clienti che hanno fatto ricorso ai servizi della banca (7.500) e al settimo per l’entità delle somme depositate, con 7,4 miliardi di dollari. Al primo posto c’è la Svizzera, con oltre 11mila clienti e depositi per 31,8 miliardi di dollari, seguita dal Regno Unito (con 21,7 miliardi e 8.500 clienti), il Venezuela (14,8 miliardi con 1.138 clienti), gli Usa con 13,4 miliardi, la Francia con 12,5 miliardi e Israele con 10 miliardi. Il singolo conto record è di nazionalità venezuelana: 11,9 miliardi di dollari.

La «lista Falciani»
Secondo i dati di Le Monde, 180,6 miliardi di euro sarebbero transitati, a Ginevra, sui conti Hsbc di oltre 100mila clienti e di 20mila società offshore, fra il 9 novembre 2006 e il 31 marzo 2007. I clienti italiani sarebbero 7mila. Un periodo corrispondente a quello della “lista Falciani”, l'archivio dell'informatico francese che registrò su Cd gli elenchi di clienti nel 2009 e li rese pubblici. Oltre 5,7 miliardi sarebbero stati dissimulati da Hsbc in paradisi fiscali soltanto per conto di clienti francesi. Nelle liste si trovano fra l'altro trafficanti d'armi e di stupefacenti, finanziatori di organizzazioni terroristiche, uomini politici, star dello show business, campioni dello sport o famosi industriali. Tutti desiderosi di celare al fisco i loro averi. «Queste rivelazioni - ha commentato Vanessa Mock, portavoce della Commissione europea - confermano che il segreto bancario è stato usato per eludere il fisco».

In questo intento, sarebbero stati “incoraggiati” dal comitato esecutivo di Hsbc a nascondere meglio il loro denaro al riparo di strutture offshore, in genere con base a Panama o nelle isole Vergini britanniche. Nella maxi-inchiesta su scala mondiale, spiega Le Monde, sono stati mobilitati 154 giornalisti di 47 paesi, emissari di 55 media. Hsbc Private Bank, le autorità politiche e giudiziarie svizzere contestano fin dall'inizio della vicenda le cifre del fisco e della giustizia francese, oltre alla liceità dell’uso dei dati che, ricordano, provengono da un furto.

Il mea culpa di Hsbc
Intanto la banca britannica Hsbc ha ammesso gli errori della sua filiale svizzera. «Accettiamo e ci assumiamo la responsabilità dei fallimenti passati rispetto alle regole e alle procedure di controllo», ha risposto la banca in una nota. Hsbc spiega che la controllata svizzera non fu totalmente incorporata al gruppo dopo l'acquisto nel 1999 e che pertanto i livelli di conformità alle regole sono stati «significativamente più bassi» rispetto alla norma. Hsbc Holding perde l’1,80% in Borsa (segui l’andamento del titolo). La banca sottolinea che dal 2007 ha portato avanti una «radicale trasformazione» che ora le consente di avere requisiti molti più rigidi nei controlli interni.

Valls: determinati a lottare contro evasione fiscale
Intanto i governi reagiscono alla diffusione della lista. Il governo francese «è assolutamente determinato a lottare contro la frode fiscale e i paradisi fiscali», ha assicurato oggi il premier Manuel Valls. «I dati della lista Hsbc, a disposizione dell'amministrazione, sono stati utilizzati fino in fondo. In totale circa 2.300 controlli sono stati effettuati dall'amministrazione fiscale, sono state sporte 103 denunce per i casi più problematici e sono stati richiesti risarcimenti consistenti ai contribuenti interessati», ha spiegato Manuel Valls.

Le accuse alla famiglia Botin e ad Alonso
Dall'inchiesta del Consorzio internazionale di giornalisti d'inchiesta emerge che la famiglia Botin del Banco Santander, in particolare il presidente Emilio Botin, morto nel settembre scorso, «utilizzarono un'autentica ragnatela di società per occultare chi fosse il reale proprietario del denaro», stimato in oltre 2 miliardi di euro. «In gran parte, imprese con sede nei paradisi fiscali di Panama e delle Isole Vergini Britanniche dei Caraibi, a loro volta intestate a numerosi prestanome». La società più importante della rete era North Star, a cui fanno capi i cinque numeri di conti correnti che, nell'inchiesta aperta sulle lista Falciani dal giudice Andreu dell'Audiencia Nacional, sono attribuiti a Emilio Botin. La famiglia del defunto presidente del Santander dovette pagare 200 milioni di euro per imposte non dichiarate al Fisco, dopo le rivelazioni di Falciani, e chiudere nel maggio 2011 l'impresa controllata a Panama, che aveva conti nella banca svizzera. Nella stessa settimana, il pilota Fernando Alonso decideva di rimpatriare in Spagna il denaro sul conto a suo nome in HSBC. Secondo il rappresentante del campione di F1, il Fisco non si è mai messo in contatto con Alonso perché, come residente all'epoca in Svizzera, non ha commesso alcuna evasione fiscale o illegalità.

© Riproduzione riservata